Novità per Ior e media vaticani

Annunciato dal cardinale Pell il piano per la prossima fase di sviluppo dell’Istituto opere di religione. Nasce un comitato per una riforma dei mezzi di comunicazione della Santa Sede di Angelo Zema

Un piano verso il futuro dello Ior, con un nuovo presidente, e un comitato per riorganizzare i media vaticani. Sono le principali novità annunciate dal cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’Economia, nella conferenza stampa convocata questa mattina in Vaticano per presentare il nuovo quadro economico della Santa Sede.

Il volto rinnovato dell’Istituto Opere di Religione – «definito in una fase di transizione pacifica» – sarà disegnato nell’arco di tre anni da un nuovo gruppo dirigente guidato da Jean-Baptiste de Franssu, che da oggi assume la carica di presidente. Una decisione, ha spiegato Pell, assunta congiuntamente dal Consiglio dei cardinali del Santo Padre (C9), dalla Segreteria per l’Economia, dalla Commissione di vigilanza dei cardinali e dall’attuale Consiglio di Sovrintendenza dello Ior.

De Franssu vanta una riconosciuta esperienza nel campo dell’asset management, la gestione di investimenti in campo finanziario, di cui è un esperto a livello internazionale. Dal 2013 è stato membro della Pontificia Commissione referente sull’organizzazione delle strutture economiche e amministrative della Santa Sede, presieduta dall’economista maltese Joseph F. X. Zahra. Dal marzo di quest’anno è una dei sette membri laici del Consiglio per l’Economia, coordinato dal cardinale Reinhard Marx.

Il presidente uscente Ernst von Freyberg ha accettato di effettuare un periodo di transizione al fine di garantire un adeguato passaggio di consegne. Monsignor Alfred Xuereb, segretario generale della Segreteria per l’Economia, sarà segretario senza diritto di voto del Consiglio dello Ior. Monsignor Battista Ricca rimane il prelato dell’Istituto.

Tre le priorità strategiche indicate dal cardinale per i nuovi statuti dello Ior saranno rivisti e le attività saranno ridisegnate, seguendo tre priorità strategiche: «rafforzare il business»; spostare gradualmente la gestione del patrimonio a un nuovo e centrale Vatican Asset Management, al fine di superare la duplicazione degli sforzi in questo campo tra le istituzioni vaticane; «concentrare le attività sulla consulenza finanziaria e sui servizi di pagamento per il clero, le congregazioni, diocesi e impiegati laici del Vaticano».

Sono stati messi in luce i passi già compiuti nel cammino del nuovo Ior, come il rinnovato sistema di anti-riciclaggio e l’esame attento di 18.000 clienti. I cinque membri della Commissione cardinalizia – Santos Abril y Castello, Collins, Parolin, Schönborn, Tauran – continueranno a essere coinvolti e saranno raggiunti dal cardinale Josip Bozanić di Zagabria. Sei nuovi membri laici saranno nominati al Consiglio dello Ior tra i quali Jean-Baptiste de Franssu (Francia), Clemens Boersig (Germania), Mary Ann Glendon (Usa) e Michael Hintze (Regno Unito).

Novità, come dicevamo all’inizio, anche per i media vaticani. Nasce un comitato per proporre una riforma. Ma a tempo: dodici mesi. Entro i quali dovrà pubblicare una relazione e un piano. «Gli obiettivi – ha sottolineato il cardinale Pell – sono di adeguare i media della Santa Sede alle nuove tendenze di consumo dei media, di migliorarne il coordinamento e di raggiungere progressivamente e sensibilmente risparmi finanziari considerevoli. Sulla base delle esperienze positive con le recenti iniziative come la Pope App e l’account Twitter del Santo Padre, i canali digitali saranno rafforzati per garantire che i messaggi del Santo Padre raggiungano maggiormente i fedeli in tutto il mondo, soprattutto tra i giovani».

I membri del comitato sono stati scelti tra il personale del Vaticano ed esperti senior internazionali, tutti designati per la loro competenza nella comunicazione, riflettendo l’universalità della Chiesa cattolica. Si tratta di Lord Christopher Patten (Regno Unito, rettore dell’Università di Oxford, sarà il presidente), Gregory Erlandson (USA), Daniela Frank (Germania), padre Eric Salobir OP (Francia), Leticia Soberon (Spagna, Messico) e George Yeo (Singapore). Per quanto riguarda il personale vaticano, entreranno nel nuovo organismo monsignor Paul Tighe (segretario del Pontificio Consiglio delle comunicazioni Sociali, sarà il segretario del comitato), Giacomo Ghisani (Radio Vaticana), monsignor Carlo Maria Polvani (Segreteria di Stato), monsignor Lucio Adrián Ruiz (Internet Service del Vaticano), Giovanni Maria Vian (direttore del quotidiano “L’Osservatore Romano”).

Nella conferenza stampa sono state annunciate novità anche sull’Apsa, chiamata a diventare esclusivamente la tesoreria della Santa Sede e del Vaticano, una sorta di “banca centrale”. «La sezione ordinaria dell’Apsa – ha precisato Pell – viene trasferita alla Segreteria per l’Economia. Un passo importante per consentire alla Segreteria di esercitare le proprie responsabilità di controllo economico e vigilanza sulle agenzie della Santa Sede, comprese le politiche e le procedure degli acquisti e la distribuzione adeguata delle risorse umane come definito nel Motu proprio “Fidelis dispensator et Prudens”». Ancora, il Consiglio per l’Economia ha nominato un comitato tecnico per studiare la situazione del fondo pensioni vaticano: sarà guidato dal segretario prelato del Consiglio, monsignor Brian Ferme.

9 luglio 2014

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