Obolo di San Pietro: «Effetto Papa Francesco»

Nel 2013 la raccolta è arrivata a 78 milioni di dollari, 12 in più rispetto al 2012. Monsignor Becciu: «È un aiuto concreto da parte dei cattolici per l’azione di attenzione ai bisognosi da parte del Pontefice» di R. S.

È stato definito «effetto Papa Francesco» sul quotidiano Avvenire; la raccolta dell’Obolo di San Pietro, l’offerta che i cattolici del mondo sono invitati a fare per aiutare le opere di carità del vescovo di Roma, nel 2013 ha fruttato 12 milioni di dollari in più rispetto al 2012. Se due anni fa, infatti, le offerte si sono fermate a quota 65,9 milioni, lo scorso anno ammontavano a 78 milioni di dollari. A rivelarlo è l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato che ha il compito di gestire, alle dirette dipendenze del Papa, l’Obolo.

Rispetto al perdurare della crisi economica che non ha arrestato le donazione, l’arcivescovo ha detto ad Avvenire: «La crisi, in effetti, non è venuta meno (rispetto allo scorso anno n.d.r.). Ritengo quindi che ci troviamo davanti ad un “effetto” Papa Francesco. Il Pontefice ha, per così dire, risvegliato i fedeli cattolici, ha suscitato un particolare entusiasmo che li ha portati evidentemente ad essere più generosi e disponibili a contribuire alle necessità della Chiesa universale»

E sulla destinazione dei soldi raccolti durante la giornata per la carità del Papa, monsignor Becciu ha dichiarato: «Solitamente il Papa fa giungere il suo aiuto in casi di calamitò naturali: possiamo ricordare il ciclone delle Filippine, ma prima ancora il terremoto di Haiti, o in circostanze analoghe in Cile, Guatemala ecc. Aiuti vengono inviati a chiese locali e popolazioni particolarmente provate, come è in questo momento il caso della Siria. La carità del Papa contribuisce poi in casi eccezionali a sostenere istituzioni formative di speciale rilievo, che non poterebbero sorreggersi da sole».

30 giugno 2014

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