Ospedale Sant’Andrea, benedetta la croce

Dalla cappella del nosocomio parte una nuova evangelizzazione nei reparti, aule universitarie e uffici. Il vescovo Brambilla: «C’è bisogno di un incontro con il Signore» di Emanuela Micucci

Si perde nel grande palazzo di nove piani. Isolata in un angolo. Anonima. Eppure, è uno del cuori pulsanti dell’ospedale Sant’Andrea. Da qualche giorno fuori da quell’aula circolare di vetro, svetta una grande croce di legno, ai suoi piedi fiori e un fascio di luce per illuminarla di notte. Un simbolo, atteso a lungo, che ricorda a tutti, pazienti, medici, operatori sanitari, dipendenti, familiari dei degenti, studenti della Facoltà di medicina, che là sorge la cappella del Policlinico. A 10 anni dall’apertura dell’ospedale, infatti, nessun segno identificava dall’esterno la chiesa. Neanche una croce sul tetto.

Realizzata a mano da Santino Belli e donata dalla direzione aziendale dell’ospedale nel decennale della struttura, la croce è stata benedetta ieri, 30 novembre, nel giorno della festa di Sant’Andrea, dal vescovo Armando Brambilla delegato per l’assistenza religiosa negli ospedali di Roma. «Tutti vogliono scappare dalla Croce – spiega don Franco Nardin, uno dei due cappellani -, ma la Croce è uno strumento. È il simbolo di Cristo che l’ha portata prima di noi ed è risorto, ci ha salvati. Fa da ponte tra terra e cielo. Invita a pregare». «Tanta gente ha fame e sete di Dio – aggiunge don Gabriele Trotta, l’altro cappellano -. Ognuno ha un vissuto un po’ travagliato e ha bisogno di ritrovare il Signore».

Così, i cappellani non solo portano nei reparti ai malati la comunione e i sacramenti della confessione e dell’unzione degli infermi, ma anche il primo annuncio del Vangelo a universitari e al personale medico e paramedico dipendente dell’azienda sanitaria. Un incontro e una testimonianza personali, nella semplicità, attraverso i quali suscitare e riconoscere le domande di fede di ciascuno. «Noi chiamiamo le persone che poi vengono accolte e raccolte in cappella», prosegue don Gabriele. «Oggi, in un mondo secolarizzato, c’è bisogno della testimonianza convinta dei cristiani, di un proprio incontro con il Signore, in sintesi di una nuova evangelizzazione», insiste monsignor Brambilla presiedendo la messa concelebrata, tra gli altri, con il prefetto, monsignor Giuseppe Frigiola, e don Valerio Bortolotti, parroco di Santa Maria Immacolata a Grottarossa di cui la cappella è luogo sussidiario di culto.

Un’evangelizzazione che al Sant’Andrea ha l’essenzialità e l’immediatezza che si coglie dai malati, nell’urgenza della vita ospedaliera. Come quel giorno che un professore di farmacologia chiese di recuperare una lezione nella cappella. I cappellani la concessero, ma i 185 studenti ascoltarono anche mezz’ora di catechesi esistenziale: nei giorni seguenti almeno 98 di loro tornarono in chiesa. Ogni lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 13 alle 14, i 3 diaconi della cappella animano la lectio divina per dipendenti e pazienti. «Presto inizieremo, ogni 15 giorni, un percorso di spiritualità coniugale sul senso cristiano del matrimonio e per accompagnare chi è ferito da separazione o divorzio», illustra Angelo Schiavetti, diacono che terrà gli incontri con la moglie. «Fino ad aprile c’è il corso per formare i volontari, una volta a settimana, con un’attenzione particolare alla visita ai pazienti», aggiunge il diacono Armando Filippi. «Siamo 45 volontari – precisa Antonino –: i 12 ministri straordinari dell’Eucarestia portano la comunione ai malati, mentre gli altri nei reparti aiutano i pazienti a mangiare o gli stanno vicino, li ascoltano, gli danno conforto».

«Il letto del malato può essere un altare dove lui serve il suo sacrificio unito alla Croce di Gesù», sottolinea suor Gina, caposala in pensione. Il 12 e il 13 dicembre i missionari di Nuovi Orizzonti faranno un’evangelizzazione nei reparti e nell’atrio dell’ospedale, che proseguirà una volta al mese. In preparazione c’è un pellegrinaggio mariano. Mentre a Pasqua nella cappella arriveranno le stazioni in vetro della Via Crucis donate da un’artista.

1 dicembre 2011

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