Pedofilia, quando il pericolo viene dal web

Presentato il Report 2011 dell’associazione Meter sulla pedopornografia on line: aumentati del 48,11% i siti segnalati. La nuova emergenza: l’invio di foto e video a sfondo sessuale realizzati con i cellulari di Federica Cifelli

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Nel 2011 sono aumentate del 48,11% le segnalazioni di siti con foto e video di migliaia di bambini e adolescenti sfruttati sessualmente, social network usati per scopi illeciti e indirizzi email di sospetti pedofili. Sono i dati del Report 2011 presentato ieri, 14 febbraio, da Meter, l’associazione fondata da don Fortunato di Noto, impegnata nella lotta contro la pedopornografia on line e la pedofilia, attraverso un monitoraggio costante del web, dove da ieri è presente con un portale rinnovato.

Arriva da qui molte delle segnalazioni di abuso registrate dall’associazione, tramite il form compilabile dai visitatori. Complessivamente, i siti segnalati da Meter nel 2011 sono stati 20.390, contro i 13.766 dell’anno precedente; 1.087 le segnalazioni di social network, che erano 315 nel 2011. Il maggior numero di domini a contenuto pedopornografico viene dall’Europa (81,5%), con la Russia e i suoi 2.263 indirizzi in testa a quello che viene definito il «podio della vergogna», seguita a ruota da Repubblica Ceca (69 indirizzi) e Spagna (25 indirizzi). In Italia si contano “solo” 10 domini: lo 0,3% del totale. Crescono invece le segnalazioni di abusi in Asia e in Africa. La nuova frontiera è quella dei social network e delle comunità pedofile, con segnalazioni in crescita esponenziale. Nelle rilevazioni sono entrate infatti anche le comunità provenienti da Grou.ps, Blogspot, Twitter, Vkontakte: Grou.ps, già in testa nel 2010, resta primo con 802 segnalazioni; Facebook aumenta di 10 unità e arriva a quota 52.

Ancora, il 2011 regala la nuova «vergogna ed emergenza» del sexiting, vale a dire l’invio di immagini sessualmente esplicite o testi riguardanti il sesso attraverso strumenti informatici. Foto e video a sfondo sessuale realizzati con i cellulari e pubblicati on line su social network e chat. Solo nel 2011 la ricerca Meter ha contato almeno 4.561 vittime. Anche in questi casi, l’associazione non svolge indagini per conto proprio ma segnala alla Polizia postale e alle eventuali autorità estere quanto accade, per gli sviluppi del caso. Al numero verde 800.455.270 sono arrivate in tutto nel 2011 1.133 chiamate, di cui 95 dal Lazio. «Chi telefona – riferiscono da Meter – chiede consulenze agli esperti e denuncia sospetti di abuso. Seguono l’assistenza psicologica, giuridica, informatica e il sostegno spirituale».

Collegato ai contatti telefonici il contributo del Centro ascolto e accoglienza Meter, che offre aiuto al minore e alla famiglia grazie al contributo di tecnici della riabilitazione psicologica, medica e neuropsichiatrica, insieme ad esperti legali e informatici. Le richieste arrivate al Centro riguardano problemi derivanti da abuso sessuale, anche presunto, da figli contesi in separazione, nel 14,1% dei casi. Seguono le richieste di consulenza giuridica (13,3%), sostengo spirituale (12,6%) e i casi di scoperta, dopo anni, di abusi su figli a parte di parenti di primi grado (11,8%).

Numeri che raccontano una «piaga globale», come la definisce don di Noto, da contrastare con impegni educativi, formativi e culturali. Con una strategia globale che si opponga «all’abbassamento della responsabilità individuale e collettiva che porta alla “normalizzazione” del fenomeno». Per questo Meter, che nello scorso anno ha collaborato con 44 diocesi italiane e partecipato a 84 eventi pubblici incontrando oltre 16mila persone, ha istituito l’Osservatorio mondiale contro la pedofilia (Osmocop), le cui funzioni sono consultabili sul nuovo portale, che opera sul doppio binario della formazione e della prevenzione.

15 febbraio 2012

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