Per una buona preparazione alla gravidanza
Dal Telefono Rosso del Policlinico Gemelli i consigli alle donne e un corso di aggiornamento per medici e ostetriche di F. C.
Il sito del Telefono Rosso
Uno stile di vita sano: una dieta equilibrata, un uso prudente dei farmaci. Niente alcol né droghe. Nella maggior parte dei casi basta questo per affrontare serenamente una gravidanza. A volte però è necessario giocare d’anticipo, «per identificare prima del concepimento molti dei fattori di rischio che potrebbero potenzialmente influenzare l’esito perinatale». Lo spiega con chiarezza Marco De Santis, dell’Istituto di Clinica ostetrica e ginecologica del Policlinico Gemelli. «Il 5% di tutti i nati – afferma – presenta un qualche difetto congenito e nel 10% dei casi è possibile riconoscere una causa, ascrivibile in parte a fattori genetici, almeno nel 3% dei casi, ma anche ad agenti esterni. In questo caso, che riguarda 7 bambini su 100 affetti da malformazione, è possibile prevenire: parliamo di più di mille piccoli all’anno che possono essere salvati».
Preparare bene la gravidanza. Questa l’indicazione che viene dagli specialisti della Cattolica a tutte le donne, e in particolare a quelle affette da patologie croniche. «Chi soffre di diabete ad esempio – continua De Santis – assume dei farmaci per cui si conosce un rischio preciso, anche se minimo. In vista di una gravidanza questi farmaci si possono sostituire, se ne può regolare il dosaggio, oltre a fare una serie di controlli generali indispensabili nel caso di donne affette da patologie croniche». Ma in fase preconcezionale è possibile anche vaccinarsi contro rosolia e varicella, pericolose soprattutto nelle prime fasi della gravidanza, lasciando passare poi appena un mese per il concepimento. «Da un’indagine conoscitiva svolta tra le donne che frequentano l’ambulatorio di ostetricia del nostro policlinico – riferisce il medico, che è anche responsabile del Telefono Rosso, il servizio di informazione sui fattori di rischio riproduttivo attivo del Gemelli, numero 06.3050077 – è risultato che circa il 12% delle pazienti in gravidanza è recettivo per rosolia e varicella». Sulle possibili vaccinazioni però c’è scarsa informazione. «In un tempo come il nostro in cui la voglia di programmare la gravidanza è più diffusa che in passato, quando poi si inizia a cercare la gravidanza spesso lo si fa senza cercare informazioni preziose, che però spesso a dire il vero non vengono fornite neanche nell’ambito di un vero e proprio consulto medico». Basta pensare alla somministrazione dell’acido folico per la prevenzione dei difetti del tubo neurale del feto: un’indagine conoscitiva del Telefono Rosso ha dimostrato che solo l’8% di un gruppo di donne ad alto rischio l’ha effettuata. Eppure si tratta di una prassi «efficace nel ridurre del 50-70% i difetti del tubo neurale e del 10-20% il rischio di altri difetti congeniti».
Informare le donne, ma formare e preparare anche le figure chiave che vengono a contatto con loro nel cammino verso la maternità. Questo l’obiettivo del Telefono Rosso che per il 23 e il 24 marzo propone anche il primo corso di aggiornamento per medici e ostetriche proprio sui temi della consulenza preconfezionale. Una due giorni diretta da Alessandro Caruso, ordinario di ginecologia e ostetricia, e coordinato da Marco De Santis. Obiettivo: promuovere le conoscenze su alcuni dei più importanti fattori di rischio riproduttivo e «consentire a medici e ostetriche di acquisire informazioni circa le strategie di prevenzione da attuare in fase preconfezionale». Per informazioni: segretaeria organizzativa, Michele Parisi, tel. 06.30154297, parisi@rm.unicatt.it, telefonorosso@rm.unicatt.it. Per contattare il Telefono Rosso invece: 06.3050077.
24 febbraio 2006