“Pierino e il lupo” nella “Musica al Laterano”
La favola di Prokofiev con la voce recitante di Pino Insegno venerdì 6 luglio nel cortile del Palazzo del Vicariato di Mariaelena Finessi
Solo all’estro di un musicista russo poteva riuscire di presentare un bimbo sotto forma di quartetto d’archi (violini primi e secondi, viole e violoncelli). È così, infatti, che conosciamo il Pierino dell’omonima favola per voce recitante e orchestra (“Pierino e il Lupo”) di Sergej Prokofiev. Al compositore, l’idea venne volendo rendere più accessibile la musica ai bambini. Per questo musicò una fiaba – da lui stesso scritta – il cui testo viene recitato da un narratore, mentre i personaggi vengono di volta in volta presentati insieme agli strumenti e ai temi musicali che li caratterizzano. E allora eccoli il prossimo venerdì 6 luglio, alle ore 21, animare il cortile del Palazzo Lateranense, sede del Vicariato, per l’ennesimo appuntamento gratuito con la rassegna diocesana “Musica d’estate al Laterano”: l’uccellino Sasha dalle sembianze di un flauto, l’anatra Sonia con i tratti dell’oboe, il gatto Ivan che ha quelli di un clarinetto, il Nonno-fagotto, il Lupo rappresentato dai corn,i e gli spari dei cacciatori, resi da timpani e grancassa. Dirigerà un giovanissimo ma già esperto Francesco Lanzillotta, mentre la voce recitante sarà quella di Pino Insegno, volto noto della televisione oltre che doppiatore – tra gli altri – di Brad Pitt, Keanu Reeves o Russell Crowe, e vincitore di due Nastri d’Argento, per il doppiaggio de “Il Signore degli anelli” e “L’era glaciale”.
Il racconto si snoda sull’esile fiaba di Pierino che, con l’aiuto dell’uccellino, riesce a catturare il lupo: nella trionfale marcia di chiusura tutti i temi e gli strumenti si ripresentano insieme, gioiosamente, mettendo a nudo, anche dal punto di vista compositivo, le relazioni ritmiche, armoniche e tematiche dell’opera. Ostile alle regole, Sergej Prokofiev fu spesso insofferente al conservatorio, ritenuto noioso e, in breve, di lui si disse “enfant terribile”. Non ci fu solo la musica. Curioso com’era, amò tanto il pianoforte quanto gli scacchi, gioco nel quale divenne talmente abile da sfidare i campioni del tempo. E il gioco fu una costante della sua vita: scrisse pure una sinfonia ispirandosi, non a caso, a “Il giocatore” di Dostoevskij la cui prima, appuntata per il 1917, venne però cancellata per il precipitare della Rivoluzione di febbraio. Lasciò allora la terra natale per viaggiare in Europa e in America. E quando nel 1936 tornò in patria, trovò un Paese in cui l’Unione dei compositori regolamentava la musica stabilendo quali fossero i generi accettabili. Un’iniziativa che, nell’escludere le influenze straniere, isolò la comunità artistica sovietica. In questo clima Prokofiev, convinto del valore pedagogico della musica, si dedicò alla composizione di opere per bambini. “Pierino e il lupo”, la cui prima rappresentazione avvenne a New York nel 1940 in forma di balletto, è tra queste. Un punto fermo, ancora oggi, nella didattica musicale. Capace di coinvolgere persino il più noto disegnatore disneyano, Carl Buettner, che nel 1946 – quando in Europa i piedi urtavano ancora le macerie – ne fece una riduzione a fumetti. Nella sovranità dell’infanzia che affronta e sconfigge la paura del lupo che è dentro e fuori di noi, il compositore con lungimiranza guardava alla rinascita dei popoli. Economica e, prima ancora, culturale.
29 giugno 2007