Potenziato il Pronto Soccorso del Bambino Gesù

Dopo 14 mesi di lavori apre il Dipartimento di Emergenza e Accettazione. Tra le novità, un percorso di gestione delle emergenze chimiche e spazi per l’Osservazione Breve Intensiva di R. S.

Un Pronto Soccorso all’avanguardia per il Bambino Gesù. Dopo 14 mesi di lavori di riorganizzazione strutturale e tecnologica è stato presentato ieri (lunedì 5 luglio 2010), alla presenza del Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e del Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il nuovo Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che, con i suoi 55mila accessi annui, rappresenta la più rilevante risposta di pronto soccorso ed emergenza pediatrica nel Paese.

Di particolare rilievo, tra le innovazioni del Dea, la realizzazione e l’allestimento di spazi dedicati all’Osservazione Breve Intensiva: una soluzione intermedia – tra il ritorno a casa immediato dopo la diagnosi in Pronto Soccorso e il ricovero ospedaliero – che consente prestazioni più efficienti sia in termini di accoglienza che di qualità dell’assistenza e, conseguentemente, un ottimale utilizzo delle risorse del Servizio Sanitario.

«Un vero e proprio “filtro” – spiegano dall’ospedale – per tutte quelle situazioni cliniche che, in attesa del perfezionamento dell’iter di diagnosi e terapia, necessitano di un controllo continuo ma limitato nel tempo, come ad esempio casi di bambini con trauma cranico per il quale è necessario eseguire una tac, asma resistente alle terapie, intossicazioni da farmaci o da sostanze pericolose, gastroenteriti, lesioni di media entità conseguenza di incidenti d’auto o domestici». L’area dedicata all’Osservazione Breve Intensiva si articola in due ampi ambienti (per un totale di 230 mq, con 12 posti letto, 3 dei quali per neonati) dotati di sofisticate strumentazioni per il monitoraggio e il controllo della situazione clinica dei piccoli pazienti e delle loro funzioni vitali.

Il Pronto Soccorso impegna 45 persone tra medici e infermieri; l’accesso è protetto dalla cosiddetta “camera calda” dove le vetture e le ambulanze possono trasportare i pazienti al riparo dalle intemperie e da shock termici.

Altra novità assoluta a livello nazionale, la realizzazione di un percorso esclusivamente dedicato alla gestione delle maxi emergenze chimiche: si tratta di tre ambienti contigui nei quali vengono progressivamente effettuate – in stadi a pressione negativa – tutte le procedure di decontaminazione da sostanze chimiche di varia natura, prima dell’accesso all’area sanitaria. Una procedura che – ad esempio – in caso di allarme terroristico può rivelarsi di straordinaria importanza.

I lavori per il nuovo Dea rientrano a pieno titolo nel quadro delle iniziative adottate dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per rendere l’esperienza del ricorso alle cure ospedaliere il meno traumatico possibile. Un’attenzione verso i più piccoli che si declina anche nell’evitare loro spostamenti da un ambulatorio all’altro: sono infatti i diversi specialisti coinvolti a raggiungere i pazienti in uno stesso luogo per eseguire le visite mediche e i trattamenti diagnostici e terapeutici.

In questo contesto rientra anche l’adozione standardizzata di procedure per alleviare il dolore nei bambini fin dal primo accesso in ospedale. Il Bambino Gesù è infatti la prima struttura pediatrica dotata di un pronto soccorso “senza pianto”, dove viene sistematicamente misurata l’intensità del dolore per adottare il trattamento analgesico più adeguato.

6 luglio 2010

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