Premiati in Campidoglio gli “Atleti dell’anno”
Sportivi, dirigenti e società di varie discipline hanno ricevuto dal sindaco Alemanno il riconoscimento all’eccellenza sportiva, giunto alla IV edizione: «Lo sport è andato e andrà avanti» di Federica Cifelli
Il responsabile organizzativo della Federazione Italiana Rugby Pierluigi Bernabò, reduce dal successo della nazionale contro la Francia nella partita di apertura del Sei Nazioni, domenica 3 febbraio all’Olimpico; l’attaccante romanista Erik Lamela e il centrocampista della Lazio Antonio Candreva. E ancora, Flavia Battaglia, promessa dell’atletica leggera, il presidente generale della S. S. Lazio Antonio Buccioni, il cestista Luigi Datome, ala della Virtus Roma, e l’allenatore dell’Inter Andrea Stramaccioni. Sono solo alcuni degli sportivi che ieri, 4 febbraio, sono stati insigniti dal sindaco Gianni Alemanno del premio “Atleta dell’Anno”, giunto ormai alla quarta edizione. Un riconoscimento che premia l’eccellenza sportiva internazionale: l’impegno e la passione che hanno portato atleti, dirigenti e società a risultati di primo piano nelle rispettive discipline e nei relativi campionati.
Non solo gli “sport nazionali” dunque al centro della giornata di festa celebrata in Campidoglio alla presenza, tra gli altri, del delegato alle Politiche sportive di Roma Capitale Alessandro Cochi e del presidente del Coni Lazio Riccardo Viola. Il riconoscimento capitolino è andato infatti anche a Gianluca Santilli, organizzatore della prima Granfondo di Roma, Salvatore Cimmino, detentore del record italiano di tutti i tempi per “Il giro d’Europa a nuoto”, ai paracadutisti romani Patrick Bizzarri e Leonardo Elia, a Daniele Lupo, migliore giocatore di Beach volley italiano. Premiati anche la pluricampionessa Erika Ferraioli, velocista specializzata nei 50 metri, Giovanni Cipollone, ideatore 40 anni fa del campionato di calcio amatoriale “Justitia” e Francesco Rocca, ex giocatore della Roma, attualmente tecnico della Nazionale under 15.
«Siamo sotto gli effetti del patto di stabilità ma lo sport è andato avanti e andrà avanti», ha dichiarato il sindaco Alemanno, sottolineando la centralità del connubio tra discipline di vertice e sport di base come linea guida da seguire anche per il futuro. «Prendendo magari gli ultimi 10 minuti della partita di rugby Italia – Francia come esempio da mandare nelle scuole. Vedere come i nostri hanno difeso la linea della meta è un bell’esempio di come lo sport d’eccellenza e quello praticato rimangono una scuola di vita eccezionale che insegna la voglia di battersi e l’estrema lealtà».
Non si tratta solo di promuovere la pratica sportiva ma di riconoscere «l’impegno, il sudore e la fatica» con cui in tanti, nelel diverse discipline, «onorano la nostra città», ha evidenziato Alessandro Cochi. «Ci ricordano l’importanza dello sport di base, anche in chiave salute: chi pratica sport si ammala anche di meno. Per questo vogliamo aiutare sempre di più lo sport di base, diffondendo anche nuovi palazzetti in periferia».
5 febbraio 2013