“Quel treno per Yuma”, cinquant’anni dopo

Il remake del film girato da Devis nel 1957: le avventure del fuorilegge Wade e del contadino Evans di Massimo Giraldi

Tra i film in uscita va segnalato “Quel treno per Yuma”. Se qualcuno conosce questo titolo, è buon segno: significa che ricorda, per averlo letto o, magari, visto, il precedente, girato da Delmer Daves nel 1957 e interpretato da Glenn Ford e Van Heflin. Cinquant’anni esatti dopo, ecco il remake. Con i dubbi che accompagnano queste operazioni in riferimento al western, ossia un genere che ha offerto capolavori indimenticabili e però ha dovuto cedere il passo alla nuova fantasy nata da “Guerre stellari” in poi.

Ma rischiare fa parte del fare cinema e quindi ecco di nuovo insieme, per caso o per necessità; Ben Wade, fuorilegge spietato, e Dan Evans, contadino onesto e pieno di debiti. Per soldi, Evans accetta di portare Wade, appena arrestato, alla stazione di Contention, dove sarà caricato su un treno diretto al tribunale federale di Yuma. Intralci, pericoli, agguati creano ostacoli nei tre giorni di viaggio. Più difficili da vincere sono paure, angosce, dubbi. Mezzo secolo dopo quel treno porta via il detenuto, ma non basta a risolvere i dilemmi etici che restano sul terreno: il senso della giustizia, della vendetta, del sacrificio, della famiglia. Forse il western potrebbe tornare d’attualità.

21 ottobre 2007

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