Sacro Cuore di Cristo Re, per una fede matura
Nella comunità del quartiere Prati, affidata ai Dehoniani, si punta ad «annunciare il Regno di Dio in termini attuali». Il Teatro San Genesio, l’oratorio e le attività per i ragazzi disabili di Francesco Lalli
La prima idea della parrocchia del Sacro Cuore di Cristo Re risale al 1920 con il progetto del famoso architetto Marcello Piacentini. La nuova chiesa per il quartiere Piazza d’Armi, che stava allora formandosi, doveva essere un tempio che fosse simbolo della pace internazionale dopo la Prima Guerra Mondiale. La zona aveva già allora il centro geometrico nel giardino di piazza Mazzini. Il fondatore dei Dehoniani, padre Leone Dehon, vedeva finalmente concretizzarsi un grande desiderio degli ultimi anni della sua vita: la realizzazione di una chiesa a Roma dedicata al Sacro Cuore sull’esempio di quanto era accaduto a Parigi con l’omonimo edificio di Montmartre.
Da allora la Capitale è profondamente cambiata, ma la straordinaria modernità di questa costruzione al centro del quartiere Prati, a due passi dalla sede storica della Rai, è rimasta immutata. Così come l’impronta dehoniana che caratterizza la comunità, ancora affidata all’ordine creato da padre Leone. «Il nostro rimane uno stile profondamente ancorato nella pastorale e nella predicazione – spiega il parroco Alessio Gobbin – che trova un terreno fertile nell’oratorio che raccoglie sia le realtà più impegnate sul fronte della catechesi, sia alcuni gruppi che formano il profilo, per così dire, nella nostra comunità».
Per quanto riguarda la catechesi dei ragazzi, un aspetto peculiare è «il coinvolgimento delle famiglie – spiega padre Alessio – attraverso cinque incontri annuali con i genitori in modo da puntualizzare con loro il cammino che stanno compiendo i figli ed evitare, al contempo, un’eccessiva delega che poi fa ricadere le responsabilità della formazione esclusivamente su sacerdoti e catechisti».
Pensata esclusivamente per gli adulti, è invece la lectio divina mensile animata da un docente e partecipata da una trentina di persone. Numerosi pure i gruppi che convergono nell’attività oratoriale: dalla Caritas al Gruppo famiglie, a realtà meno tradizionali come il “Gruppo attualità” che vede una quindicina di persone, da due anni ogni tre settimane circa, riunirsi per affrontare insieme un fatto, una notizia o un problema emergente. «Uno scambio di valutazioni prendendo atto anche di cosa pensa e propone la Chiesa sui vari temi diversi», aggiunge il parroco.
Altre realtà ben strutturate sono poi il gruppo “Crescere insieme”, che da trent’anni si occupa dell’assistenza di ragazzi disabili, e gli “Scout Agesci Roma 8°”, che proprio quest’anno ha portato in scena al Teatro Ghione il recital “StoriEmigranti”; rappresentato anche nelle sale del Quirinale un mese fa. Ma qui lo spettacolo, in un certo modo è di casa anche grazie al Teatro San Genesio che appartiene di fatto alla parrocchia. «Quando siamo riusciti a recuperarlo con l’aiuto del Vicariato – spiega Padre Alessio – lo abbiamo messo a norma e abbiamo creato l’associazione “Amici di San Genesio” che si occupa della sua gestione». Oggi il teatro ospita, oltre a numerose compagnie che offrono una regolare stagione di prosa, spettacoli organizzati dalla parrocchia stessa, presentazioni di libri e performance di cori regionali. La struttura viene anche prestata a scuole e gruppi di ragazzi disabili per spettacoli con fine riabilitativo.
«Cerchiamo di offrire un ventaglio di proposte che riescano ad avvicinare più persone possibili – conclude il parroco – anche in virtù di quello che è il nostro carisma dehoniano indirizzato ad una fede matura, adulta, e non devozionale, cercando di entrare nelle situazioni concrete e capire chi si ha davanti. In sintesi, direi; annunciare il Cristo Re e il Regno di Dio in termini attuali».
27 dicembre 2008