«Salute dei bambini», la prevenzione è essenziale

Giuseppe Profiti, presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, presenta la nuova rubrica di Romasette.it: «Abbattere ogni barriera comunicativa con tutte le famiglie di Roma» di Christian Giorgio

Dare «informazioni corrette» attraverso «notizie corrette». Non è così scontato che i due concetti procedano di pari passo, soprattutto quando si parla di comunicare l’informazione scientifica – fino a poco tempo fa riservata ai soli tecnici – attraverso un linguaggio comprensibile a tutti ma che, allo stesso tempo, non risulti semplicistico. Lo afferma Giuseppe Profiti, dal 2008 presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, presentando la nuova rubrica (da martedì 6 maggio su Romasette.it), che si occuperà, come riporta il titolo, de «La salute dei bambini». Dalle allergie alla corretta alimentazione, dalle influenze di stagione alle ginocchia «sbucciate», ogni quindici giorni, sul sito d’informazione della diocesi di Roma, i medici del più grande ospedale pediatrico d’Europa daranno alle famiglie consigli e risposte su come prendersi cura dei propri bambini.

«Questa bella collaborazione – ha sottolineato il presidente Profiti – vuole essere un ulteriore sforzo, da parte di tutto il personale medico dell’ospedale, per abbattere ogni barriera comunicativa, non solo tra noi e i nostri pazienti ma anche con tutte le famiglie di Roma». È sempre stato profondo il legame che unisce il Bambino Gesù alla città in cui opera da più di 140 anni: «Quando vado in giro e dico di cosa mi occupo – ha aggiunto Profiti – la maggior parte dei romani che incontro s’illuminano e dicono: “anche io sono passato da quell’ospedale”». «Potremmo dire che si è romani – scherza Profiti – nella misura in cui si è stati al Bambino Gesù». Ma non basta essere radicati sul territorio per scalare le vette dell’eccellenza.

L’ospedale pediatrico affianca all’assistenza medica un’intensa attività di ricerca scientifica. «Grazie ad essa, la comunità scientifica internazionale è in grado, oggi, di cronicizzare le patologie che non sappiamo guarire – ha riflettuto il presidente -, così da tenerle sotto controllo». E ancora: «Grazie agli sviluppi della tecnologia delle immagini, della diagnostica, è possibile scoprire prima e meglio le malattie con cui avremo a che fare». Per questo «lo strumento della prevenzione, oggi, è essenziale» e continuerà ad esserlo fino a quando «non capiremo come funzionano i meccanismi nelle patologie più gravi, riuscendo così a trovarne, tra qualche decennio, la cura».

In attesa di quei giorni, al Bambino Gesù si sono attrezzati con 607 posti letto sui quali passano, ogni anno, circa 27.000 ricoveri. I numeri dell’ospedale pediatrico sono tutti a tre zeri: ogni 365 giorni, nei suoi quattro poli di ricovero e cura, si contano 83.000 giornate in day hospital, 352.000 accessi ambulatoriali, circa 25.000 interventi chirurgici, mentre il dipartimento di Emergenza e accettazione registra più di 71.000 visite annue. «Nonostante il nostro impegno – ha spiegato il presidente Profiti -, è importante coinvolgere, in un grande progetto di prevenzione, non solo le famiglie ma anche il personale scolastico che segue per la gran parte della giornata i nostri bambini».

Sui banchi di scuola «si possono intercettare le nuove patologie relative ai disturbi alimentari e a quelli del comportamento»; il tutto sta «nel saperne riconoscere i segni in tempo» per mettere sotto controllo e curare l’eventuale patologia. Cosa fare, quindi, per far passare nelle famiglie e presso gli operatori scolastici il concetto della prevenzione? «Portare i nostri medici fuori dall’ospedale – ha risposto Profiti -. Non farlo vorrebbe dire lasciare i nuovi bisogni nelle periferie della malattia». C’è da credere che l’ospedale del Papa, tanto più nel tempo di Francesco, prenda sul serio questo impegno.

5 maggio 2014

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