San Giovanni Bosco, tra giovani e cultura

Nella parrocchia del X Municipio un grande oratorio, uno spazio per convegni, Radio Meridiano 12 e il Cine Teatro. Numerose le realtà associative di Massimo Camussi

Insieme alla omonima piazza è stata utilizzata come sfondo in numerosi film del neorealismo italiano, fino alla “Dolce vita” di Federico Fellini. L’imponente basilica di San Giovanni Bosco, affidata ai sacerdoti salesiani, è da più di mezzo secolo un punto di riferimento per i fedeli dell’intero quadrante sud-est della Capitale. Lo stesso quartiere che la ospita, tra la via Tuscolana e il Quadraro, inserito nel X Municipio, è noto da decenni come “zona Don Bosco”. «Questa chiesa – racconta il parroco, don Gianluigi Pussino – è nata come risposta alla rapida e disordinata crescita urbanistica di Roma nel secondo dopoguerra. Con l’ulteriore espansione edilizia degli ultimi anni, ormai non siamo più una giovane chiesa di frontiera, né possiamo definirci come parrocchia di periferia. L’intera zona è interessata infatti da un progressivo e sensibile invecchiamento della popolazione».

Molti sono quindi gli anziani che frequentano le celebrazioni eucaristiche feriali e domenicali. Ma l’oratorio e la Polisportiva Giovanile Salesiana continuano ad attrarre ragazze e ragazzi ben oltre i confini della parrocchia. «Nel territorio – spiega don Gianluigi – c’è ancora carenza di strutture dedicate agli adolescenti. Noi rimaniamo un forte polo di socializzazione e formazione». L’Opera Salesiana anima la parrocchia, e gestisce all’interno del complesso della basilica una residenza universitaria per 170 ragazzi provenienti da tutta Italia.

Sulle orme del santo piemontese, che aveva a cuore la libertà di espressione e comunicazione dei giovani, è nato nella basilica il Centro Culturale Salesiano, che comprende uno spazio multimediale per convegni e incontri su tematiche sociali e di solidarietà; una emittente radiofonica, Radio Meridiano 12, che trasmette musica e informazione a Roma e provincia ed è animata da ragazzi fra i 22 e i 30 anni; il Cine Teatro Don Bosco, una sala cinematografica d’essai dedicata alle famiglie. «La nostra scelta di film – spiega Christian Lelli, responsabile della programmazione del Cine Teatro e docente presso la vicina Scuola Nazionale di Cinema – non risponde alle sole esigenze commerciali. Come sala parrocchiale, ospitiamo spesso pellicole ed eventi di forte impatto sociale. Ma soprattutto scegliamo film che possono diventare stimolo di riflessione, confronto e crescita per i più giovani».

Oltre all’Opera Salesiana, nella parrocchia è presente un gruppo scout dell’Agesci, i consacrati dell’Ordine Francescano Secolare, l’Azione Cattolica e molti altri gruppi di preghiera e servizio. «Proprio in queste settimane – riprende don Gianluigi – stiamo riorganizzando e rinnovando lo spazio della Caritas parrocchiale per i più bisognosi. Oggi distribuiamo alimenti e generi di prima necessità a circa ottanta nuclei familiari disagiati. A settembre, grazie ad un programma promosso dalla stessa diocesi di Roma, partirà la formazione dei volontari che serviranno nel nostro nuovo centro di ascolto. Abbiamo infatti il dovere di rispondere alle esigenze dei nuovi poveri del quartiere: persone colpite dalla crisi economica, che improvvisamente devono affrontare licenziamenti o affitti troppo onerosi».

Poco più di un anno fa la parrocchia ha festeggiato i suoi primi cinquanta anni di vita, e ha ospitato l’urna contenente la salma di San Giovanni Bosco. «Un evento – ricorda il parroco – di grande impatto per tutto il quartiere, invaso pacificamente da duemila ragazzi del Movimento Giovanile Salesiano. Abbiamo dato una bella dimostrazione di fede vissuta nella gioia e nella fratellanza. Gli uomini e le donne, specialmente gli anziani, che abitano in questi grandi palazzi grigi un po’ anonimi, hanno infatti un grande bisogno di rinnovamento delle relazioni umane, contro la solitudine e la chiusura in se stessi».

7 luglio 2010

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