Sant’Andrea della Valle e la Roma del Barocco

di Marco Frisina

Sant’Andrea della Valle è una di quelle grandi chiese che caratterizzano la Roma barocca. Questa stagione straordinaria ha donato alla città dei capolavori stupendi e ha inventato uno stile che caratterizza la Capitale: architetture fastose in cui le colonne, le trabeazioni e i capitelli sono inondati da nuvole e angeli, da bagliori fiammeggianti in cui risplendono apoteosi e paradisi, trionfi e apparizioni. Nei primi decenni del ’600 Roma era un grande cantiere e pullulava di artisti eccezionali. Le grandi opere si moltiplicavano e le commissioni divenivano palestre per i giovani architetti, scultori, pittori. È l’epoca di Caravaggio, di Maderno, di Carracci e Guido Reni, del Cavalier d’Arpino e di Rainaldi. È una gara fatta di genialità e di invenzione, uno sviluppo che culminerà con Bernini e Borromini e che consacrerà definitivamente il volto barocco dell’Urbe. Tra questi luoghi straordinari merita attenzione la chiesa di Sant’Andrea della Valle con la sua cupola. Gli affreschi, che descrivono l’Assunta accolta nel Paradiso, sono di Giovanni Lanfranco e i quattro pennacchi raffiguranti gli evangelisti sono del Domenichino, due grandi pittori che operavano nella città in quegli anni. Tra i due sorse un’accesa rivalità proprio per il progetto della cupola inizialmente presentato dal Domenichino che si vide preferire quello del Lanfranco. Vitalità bellissima a servizio dell’arte e della fede, dove gli artisti facevano a gara per mostrare il cielo sulla terra.

25 ottobre 2009

Potrebbe piacerti anche