Settimana sociale dei Cattolici, “Famiglia: speranza e futuro della società”
Al via a Torino la 47a edizione. Più di 1300 i partecipanti. Monsignor Miglio: «Il primato della famiglia non è in concorrenza con il riconoscimento di diritti e doveri di altre forme di convivenze» di R. S.
“La famiglia: speranza e futuro per la società italiana”. Si è aperta, con questo tema, la 47a Settimana sociale dei Cattolici italiani al Teatro Regio di Torino. Saranno 165 i rappresentanti delle associazioni presenti, di cui 938 laici; 244 persone impegnate nella pastorale familiare e circa 200 in quella sociale delle rispettive diocesi, una novantina i vescovi. A introdurre i lavori con i saluti e la prolusione iniziale è stato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana.
«Riaffermare il primato della famiglia tradizionale non significa calpestare diritti e doveri che si creano in altri rapporti di convivenze», ha dichiarato monsignor Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. «Bisogna superare i pregiudizi e capire insieme che la famiglia non è un problema dei cattolici ma di tutti – ha precisato – confinarla a una questione solo confessionale significa sminuirla nel suo ruolo di pilastro del bene comune. Il nostro parlare di famiglia non è un guardare indietro, al passato – ha proseguito – ma partire dal nucleo della famiglia per trovare la luce che illumina nuove situazioni e nuovi modelli familiari che si propongono e da questa prospettiva bisogna ragionare per arrivare a comprendere che il primato della famiglia non è in concorrenza con il riconoscimento di diritti e doveri di altre forme di convivenze».
Monsignor Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale Comunicazioni sociali, ha indicato l’obiettivo della Settimana sociale 2013: «Riscoprire l’architettura della famiglia». «Non una fotografia che sarebbe subito invecchiata per i rapidi cambiamenti che coinvolgono anche la famiglia», bensì un’occasione per «tratteggiarne le strutture portanti». E questo è da realizzarsi attraverso «ascolto, confronto e proposta».
Luca Diotallevi, vicepresidente del Comitato scientifico, ha detto: «Porsi la questione della famiglia e porre al Paese la questione della famiglia, con l’unico tema che è “ce la facciamo a salvare il nostro Paese?”, è come dire: “Noi siamo ancora una Repubblica o siamo semplicemente uno Stato?” Considerare la famiglia una faccenda privata o pubblica è qualcosa da cui dipende una diversa risposta a questa domanda».
Intanto, domani 13 settembre, gli appuntamenti proseguiranno con l’assemblea plenaria delle 9.30 con Francesco Belletti, Simona Beretta, Lorenza Violini, Gian Carlo Blangiardo, Stefano Zamagni e suor Smerilli. Poco prima, alle otto, la Messa in Cattedrale presieduta dal cardinale Bagnasco. Sabato 14 sarà monsignor Miglio a presiedere la celebrazione eucaristica, mentre nel pomeriggio, alle 16 “Storie, racconti, esperienze, immagini…” con Sergio Gatti, Paola Soave, Elisabetta Carrà, don Vincenzo Sorce. Domenica, il giorno conclusivo, la Messa presieduta dall’arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia, mentre alle 9.30 ci sarà l’assemblea con suor Smerilli e Franco Pasquali; alle 10,50 le conclusioni di Diotallevi e monsignor Miglio.
12 settembre 2013