Shrek, il finale della saga

Nuove avventure, nel regno di Molto Molto Lontano, per il simpatico orco verde, alle prese con la vita familiare e tre figli piccoli di Massimo Giraldi

Era il 15 giugno del 2001 quando anche il pubblico italiano imparò a conoscere un nuovo personaggio dei cartoni animati: Shrek, un orco tutto verde, tanto grosso e sgraziato quanto timido e impacciato. Cattivo sì, ma più per tenere fede alla propria natura che per autentica malvagità. Tra Shrek e gli spettatori più piccoli si creò una simpatia immediata. Il successo del resto era arrivato in tante parti del mondo, e così ecco, a seguire, Shrek 2 nel 2004, Shrek terzo nel 2007. Il quarto capitolo è nelle sale in questi giorni. Si intitola, in originale, “Shrek Forever after”, e in italiano “Shrek e vissero felici e contenti”.

Si fa notare che si tratta dell’ultimo capitolo, e quindi la saga dovrebbe essere alla sua conclusione. In effetti le premesse ci sono tutte, perché il racconto comincia come ogni favola che si rispetti. Ossia con la voce che sussurra: «C’era una volta…». E poi prosegue facendo il riassunto di ciò che è successo finora. Nel regno di Molto Molto Lontano re Harold e la regina Lilian avevanno una figlia, Fiona, prigioniera in una torre finché non fosse arrivato un valoroso capace di amarla e liberarla. Shrek si era assunto questo compito. Aveva liberato Fiona e i due, innamorati, si erano sposati. Eccoli ora, all’inizio della storia, con tre figli piccoli vivaci e incontrollabili. Shrek fa il padre di famiglia, e sembra contento. Ma un giorno l’incalzante ripetersi delle situazioni quotidiane, quel doversi adattare al ruolo di fenomeno da divertimento per i turisti, quel ruolo subalterno e passivo che ormai sembra un destino immutabile lo fanno svegliare dal torpore. Sente nostalgia per quando era un vero «orco» e come tale era rispettato, e vorrebbe rivivere quei tempi.

Il perfido nano Tremotino ha quindi buon gioco nel convincerlo che il suo desiderio può realizzarsi: Shrek tornerà l’orco di una volta e in cambio rinuncerà a un giorno della sua vita passata. L’incantesimo è compiuto, ma quando incontra il suo migliore amico, Ciuchino, che non lo riconosce, Shrek comincia a sospettare che qualcosa non torni. Di lì a poco capisce di essere caduto in una trappola: il giorno che gli è stato tolto è quello della sua nascita. Lui non c’era, re Harold non ha potuto salvare il regno, Fiona invano ha aspettato un liberatore. E Tremotino è diventato il nuovo sovrano di Molto Molto Lontano. Per ribaltare la situazione, Shrek deve ora impegnarsi a fondo, mettendo in campo abilità e decisione, ma soprattutto facendo forza sulla volontà di ritrovare la felicità perduta: che è rappresentata dalla sua famiglia, da Fiona e dai loro tre figli. Un tesoro di cui non aveva capito l’importanza e che ora gli appare come l’unico indispensabile. Non siamo in un «giallo», e quindi si può dire che Shrek ce la farà.

Si può anche aggiungere che il lieto fine arriva non come banale conclusione ma come convinta adesione a un’idea di famiglia, fonte di ricchezza, crescita, lievito di affetti. Questo quarto capitolo di Shrek è dunque semplice e intenso, sfrenato e spettacolare, ironico e commovente.

6 settembre 2010

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