“Speranzaallavoro”, un numero verde contro la disperazione

L’associazione fondata dai familiari dei suicidi per la crisi nell’aprile 2012 lancia un iniziativa per contrastare il rischio di suicidio tra imprenditori e lavoratori in difficolta da Redattore Sociale

Un numero verde per imprenditori e lavoratori in difficoltà e per contrastare i suicidi legati ai disagi della crisi. È l’800 507 717 ed è stato presentato ieri, 16 gennaio, a Roma presso la sede della Filca-Cisl nazionale, il sindacato degli edili, dall’associazione “Speranzaallavoro”, fondata dalla Filca-Cisl, dall’Adiconsum e dai familiari dei suicidi per la crisi. Si tratta di un numero al quale rivolgersi per segnalare situazioni di difficoltà e disagio legate alla sfera lavorativa ed economica, hanno spiegato i promotori del servizio, per ricevere supporto ed assistenza da persone professionali e competenti.

«Speranzaallavoro – hanno spiegato i vicepresidenti Salvatore Scelfo e Ofelia Oliva, segretari nazionali della Filca e dell’Adiconsum – è impegnata su tutto il territorio nazionale per fornire supporto ed assistenza a professionisti, imprenditori e lavoratori in difficoltà, per sostenere ed individuare risposte efficaci. Quello che stiamo realizzando è una vera Rete nazionale capace di costruire sinergie tra tutte le realtà coinvolte, a partire dal mondo sindacale e del consumo».

L’associazione “Speranzaallavoro”, presieduta da Laura Tamiozzo, figlia di un imprenditore veneto suicida per la crisi, è nata nell’aprile del 2012, a seguito dell’incredibile ondata di suicidi di imprenditori e lavoratori dovuti a difficoltà economiche. «Ad oggi – spiegano i promotori dell’iniziativa – ha il grande merito di aver rotto il silenzio e spezzato la solitudine dei soggetti vittime attraverso assistenza legale ed amministrativa ma anche sostegno psicologico, realizzato grazie alla collaborazione con il Psiop, l’Istituto di psicoterapia».

Nel corso della conferenza stampa, inoltre, è stata anche presentata l’iniziativa di Psiop e “Speranzaallavoro”, che hanno messo a disposizione 5 borse di studio per giovani psicologi o medici di età inferiore ai 30 anni, contribuendo per il 50% al pagamento della quota relativa al primo anno 2013 della scuola di psicoterapia. Un modo concreto di sostenere i giovani nella scelta del loro percorso professionale e nel volersi impegnare nell’ascolto del disagio e nella promozione della salute.

17 gennaio 2013

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