Un «Viaggio segreto» incapace di coinvolgere

Il film di Roberto Andò, prima in ballottaggio per la mostra di Venezia, poi ricomparso alla recente Festa di Roma, approda al giudizio del pubblico di Massimo Giraldi

Il film italiano «Viaggio segreto», prima in ballottaggio per la mostra di Venezia, poi ricomparso alla recente Festa di Roma, approda finalmente al giudizio del pubblico. Il regista Roberto Andò (foto) ha tratto ispirazione dal romanzo «Ricostruzioni» della scrittrice Josephine Hart per la vicenda dei due protagonisti, un fratello e una sorella, lui psicanalista, lei, in passato modella, ora studente di recitazione. Vivono a Roma in appartamenti contigui. Lei annuncia che sta per sposarsi e che il futuro marito, un artista, le regalerà la casa di famiglia messa in vendita in Sicilia. A questa notizia lui, Leo, parte subito per l’isola: vuole rivedere quel luogo dove tanti anni prima era successo l’episodio che aveva condizionato la loro esistenza, l’omicidio della madre, per il quale il padre, ritenuto colpevole, ha scontato una lunga pena. Ma chi è il vero colpevole? L’interrogativo resta, purtroppo, l’unico motivo di interesse di un racconto che fallisce in pieno tutte le proprie intenzioni. Superficiale nel disegno dei caratteri, approssimativo nel dosare la suspence, quasi sempre incapace di coinvolgere, il film naufraga nel mare di Sicilia che mostra come una bella cartolina.

6 novembre 2006

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