Verso la Settimana sociale di Torino, obiettivo puntato sulla famiglia

Per il vescovo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio, occorrono «misure specifiche, dirette ed esplicite». Borzì (Forum famiglie): «Il governo affidi al più presto la delega» di R. S.

Anche il vescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, ha rinnovato ieri, giovedì 9 maggio, la sua «fede nella famiglia». L’occasione: il seminario promosso da Retinopera e Comitato per le Settimane sociali su “La questione antropologica è questione sociale: le sfide della famiglia oggi”. Per il vescovo «la famiglia è più forte di tutti i picconatori, ha una tale potenzialità che non c’è governo che possa distruggerla»; eppure oggi è «colpita alla radice come non era stato da millenni». Non si tratta, ha sottolineato il presule citando il titolo della prossima Settimana sociale di Torino, solo del “futuro” dell’Italia: la famiglia «è stata pure il passato del Paese e ne è il presente». Il rischio è quello di «distruggere ogni differenza, separando matrimonio e famiglia». Così, ha aggiunto monsignor Paglia, «la famiglia diventa un patto liquido, ma la società liquida è una tragedia immane, con nessun punto solido di riferimento, dove chi paga il prezzo più alto sono i bambini, i malati, gli anziani».

Secondo il presidente del dicastero vaticano invece la famiglia è il pilastro su cui si reggono società e popoli, «soprattutto nei momenti di crisi», dato che «realizza in maniera unica la solidarietà tra generazioni, meglio di qualunque altra realtà associativa» e rimane una risorsa anche per il mondo del lavoro. «Nella famiglia – ha sintetizzato – ci sono una qualità di partecipazione, dono e prospettiva che altrove non si trovano». In una società globalizzata quindi «c’è bisogno di più famiglia, di ridare alla famiglia i diritti che le spettano in quanto tale». Alla politica, il compito di promuoverla concretamente. Le politiche sociali, ha evidenziato il vescovo, «sono definibili come familiari se hanno l’obiettivo di fare famiglia, e non solo sostenere il benessere della società». Perciò, ha concluso, «occorrono oggi misure specifiche, dirette ed esplicite per la famiglia».

A nome del Forum delle associazioni familiari è intervenuta anche Lidia Borzì, membro del direttivo nazionale. «Chiediamo al governo Letta – ha dichiarato Borzì – di affidare al più presto la delega alla famiglia, quantomeno a un sottosegretario». Al nuovo esecutivo l’esponente del Forum ha chiesto di riprendere in considerazione il “Piano nazionale per la famiglia”. «Non accettiamo più la giustificazione che non ci sono soldi», ha chiosato, aggiungendo che «in tempi di vacche magre le risorse vanno allocate dove c’è più bisogno, ovvero dove si ha un effetto moltiplicatore», come nel caso della famiglia, risorsa contro la crisi e per lo sviluppo della società. Sullo sfondo, l’appuntamento di Torino, che dal 12 al 15 settembre ospita la Settimana social dedicata al tema “La famiglia, speranza e futuro per la società italiana”. Per Borzì, un evento dal «valore profetico»: insieme al recente incontro mondiale delle famiglie a Milano, alcune delle «luci» nel «momento a tinte chiaroscure che la famiglia sta attraversando».

10 maggio 2013

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