Via al risanamento del Fatebenefratelli

L’Ordine religioso interviene per «curare direttamente» la crisi economica che ha investito il nosocomio: «L’obiettivo è assicurare, in piena continuità aziendale, gli standard d’eccellenza» di R. S.

Sarà la Curia generalizia dell’ordine di San Giovanni di Dio a «curare direttamente e personalmente il risanamento» dell’Ospedale San Giovanni Calibita all’Isola Tiberina che «da diverso tempo si trova ad affrontare una difficile situazione economico-finanziaria ed operativa». Così, con un comunicato stampa, l’ordine religioso dei Fatebenefratelli annuncia di intervenire per assicurare la «sopravvivenza dell’ospedale». Le «ragioni» delle difficoltà che sta affrontando il nosocomio «sono da ricondurre principalmente al progressivo e rilevante contingentamento delle risorse pubbliche destinate all’assistenza sanitaria nazionale e territoriale», spiegano dalla Curia generalizia.

«La struttura ha nel frattempo continuato a garantire servizi sanitari di eccellenza ed altamente qualificati. Pertanto, a parità di prestazioni e servizi resi, tale contingentamento di risorse ha generato uno squilibrio tra costi e ricavi, l’accumulo di perdite e l’attuale stato di deficit del nosocomio». L’Ordine di San Giovanni di Dio riprenderà, quindi, in mano il timone della struttura per la gestione diretta della fase di risanamento avvalendosi del contributo di advisors legali e finanziari; un pool di professionisti provenienti da strutture specializzate nella consulenza alle imprese e che lavoreranno di concerto con i religiosi per definire ed attuare il piano industriale e la manovra finanziaria

«Obiettivo del piano di risanamento – continuano a spiegare i religiosi ospedalieri della Curia – è quello di assicurare, in piena continuità aziendale, gli standard d’eccellenza, ma soprattutto di rilanciare la struttura per contrastare in modo efficiente e quanto più possibile condiviso con le parti interessate, l’esposizione debitoria che oggi grava sulla struttura».

7 gennaio 2014

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