Zandomeneghi, un veneziano tra gli impressionisti

Al Chiostro del Bramante fino al 5 marzo oltre 100 opere del pittore “adottato” da Parigi. Soggetti privilegiati, le donne di Francesca Romana Cicero
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Nella prestigiosa cornice del Chiostro del Bramante, che ha ospitato movimenti e artisti italiani al centro del dibattito internazionale, da Guttuso a De Nittis, è allestita una mostra dedicata a Federico Zandomeneghi, un veneziano a Parigi. Pittore non presente nell’immaginario collettivo italiano, Zandomeneghi, o Zandò per i francesi, riceve un giudizio positivo della critica pressoché unanime nel rilevarne l’intransigenza del carattere e dell’ispirazione, e nel rivedere la sua collocazione artistica non del tutto ancorata all’impressionismo (movimento peraltro da lui rifiutato in nome di una tecnica tutta personale ed in continua evoluzione) ma, al pari degli altri due italiannes di Parigi, De Nittis e Boldini, ascrivibile ad una rete di eventi culturali e soluzioni cromatiche sviluppatisi tra l’impressionismo e il post-impressionismo.

L’esposizione, che consta di oltre 100 opere tra pastelli, olii e alcuni disegni, si snoda su un percorso che segue tali orientamenti nel ripercorrerne l’itinerario artistico ed umano, facendo interagire la sua arte con quella di altri pittori, artisti macchiaioli o impressionisti, non procedendo in modo cronologico, bensì attraverso l’individuazione di grandi temi, quali: il periodo improntato alla scuola dei macchiaioli, Parigi (epicentro della vita culturale del tempo) e la pittura en plein air, l’influenza del mondo della moda (per anni è stato un figurinista per necessità), la donna, il nudo e la natura morta. Schivo e severo nel difendere la sua arte spesso non compresa, Zandomeneghi è un pittore e disegnatore dal tocco leggero, delicato, luminescente, soprattutto nell’accostarsi al tema che più predilige: le donne. Ritratte perlopiù di spalle o con la figura a tre quarti o in primo piano, sono creature impalpabili, il cui pallido incarnato le proietta malinconicamente in un’acronia, che giova alla loro composta eleganza e aristocraticità. Aristocraticità di lineamenti e pose, perché Zandomeneghi sceglie solo forme ed elementi tratti dalla quotidianità: donne ritratte durante il “rito” della toletta, al risveglio, durante il the, spesso con il volto rivolto verso l’alto e i capelli raccolti in morbidi chignon. Protagoniste, in parte, anche nell’ultimo periodo dell’artista, dove primeggiano fiori in contrapposizione alle nature morte, con le quali si allinea al gusto dei suoi amici francesi come Renoir, e in cui la vivacità del cromatismo riscatta la semplicità dei soggetti. Il suo mondo è contestualizzato rispetto alle scelte di vita del momento, ma ad un tempo appare come sospeso, quasi irreale, innaturale in tanta naturalezza.

Presenti in mostra, tra le altre opere, Place Pigalle, Place d’Anvers, Luna di miele (A pesca sulla Senna) severamente criticato in passato, lo splendido pastello Figure femminili, dove grazia e morbidezza cromatica s’incontrano con una complessa stesura a sottili striature, Il Thè, e il Moulin de la Galette, dal nome del celebre locale di Montmartre, capolavoro che testimonia il suo graduale avvicinamento all’impressionismo e la cui indagine spettrografica permette di seguire i cambiamenti effettuati dall’artista. Artista che, per ragioni di salute, gli ultimi anni della sua vita ha dipinto con le dita legate al pennello.

Zandomeneghi, Un veneziano tra gli impressionisti – Chiostro del Bramante in via della Pace fino al 5 marzo 2006. Biglietto intero 9 euro, ridotto (per tutti i martedì) 7 euro. Info: 06.68809035.

22 novembre 2005

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