«100 metri dal Paradiso», una favola per riflettere

Sul tema della missione, della vocazione e dei sacerdoti di frontiera, la pellicola mette al centro l’incontro tra religione e sport quale strumento per sostenere la Chiesa nell’annuncio della parola di Dio di Massimo Giraldi

È un’idea non del tutto priva di suggestione quella che si concretizza in «100 metri dal Paradiso», in uscita nelle sale. Monsignor Angelo Paolini pensa che la Chiesa debba aggiornare il proprio linguaggio per continuare a testimoniare la parola di Dio nel mondo. Mario Guerrazzi, suo amico d’infanzia, è un grande ex centometrista al quale è mancata solo la finale olimpica, quella che ora aspetta dal figlio Tommaso, che promette molto bene. Quando Tommaso comunica al padre l’intenzione di entrare in seminario, monsignor Paolini intuisce che la decisione del ragazzo e la sua dote sportiva possono convivere e ha un’idea: mettere in piedi una Nazionale olimpica del Vaticano e partecipare alle Olimpiadi di Londra 2012.

Sottoposto anche all’attenzione del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, il copione segue una traccia originale, arricchendola con molti spunti di contorno. L’incontro tra religione e sport apre riflessioni intorno a quel progetto educativo che già anima molte realtà diocesane.

Emergono i temi della missione, della vocazione, dei sacerdoti di frontiera in zone disagiate. La regia si affida ad una esemplare linearità espressiva. La scelta del tono brillante offre occasioni per un umorismo immediato, misurato e autentico. Il messaggio che arriva è quello di una schiettezza solidale, un invito a parlare, essere l’uno a sostegno dell’altro. In competizione ma senza inimicizia.

14 maggio 2012

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