Al Vittoriano un moderno album delle nostre radici

Un’esposizione di lettere, fotografie, carteggi, memorie, filmati e cimeli per far conoscere il vasto patrimonio di testimonianze storiche e documentarie del XIX e XX secolo di Francesca Romana Cicero

La mostra “Radici. La memoria del passato e le nuove generazioni. Nuovi materiali e tecnologie per la costruzione dell’identità storica nazionale”, ospitata al Complesso Monumentale del Vittoriano, si propone di far conoscere quel vasto patrimonio di testimonianze storiche e documentarie del XIX e XX secolo, spesso custodito da singoli privati. La mostra è rivolta principalmente ai giovani, che sembrano vivere in un perpetuo presente avulso dal passato. Passato che costituisce non solo uno strumento di arricchimento della ragione e della persona con l’acquisizione di conoscenze, ma soprattutto di risveglio nelle coscienze di un nuovo senso critico, che aiuti i giovani a orientare e comprendere la realtà che li circonda. Avvenimenti apparentemente dispersi nella lontana e inaccessibile dimensione temporale della storia, allora, potranno finalmente uscire dall’oblio e acquistare nuovo vigore. Solo così, come diceva Nietsche, noi e i giovani potremmo essere quei “nani” che, memori e custodi del passato, “ camminano sulle spalle di giganti” per vedere oltre, per vedere l’oltre, al di là della memoria stessa.

L’esposizione si situa all’interno di un’interessante operazione volta a onorare i cosiddetti senza nome, che con la loro vita hanno tracciato il nostro destino: documenti storici del singolo (personali o familiari) interagiscono con il più vasto patrimonio documentario posseduto da Archivi e Biblioteche istituzionali. Le “radici” personali – foto, cimeli, documenti – acquistano significato, dunque, anche all’interno delle testimonianze storiche con cui sono messe in relazione. La mostra è articolata mediante l’esposizione di una selezione di materiali storici e documentari, suddivisi per tipologie: documentazione privata (lettere, carteggi, memorie, diari); visiva (fotografie, filmati); audio (registrazioni); cimeli (singoli oggetti).

Accanto alle fotografie che ritraggono gli alpini durante la Grande guerra, le donne inglesi che lavorano nelle industrie di guerra, soldati che ricevono decorazioni, l’album polimaterico (con erbari, disegni) di un combattente nel ’55-56 in Crimea etc. e Papa Giovanni XXIII studioso delle radici della sua Bergamo, si affiancano le testimonianze video di adolescenti di oggi che mostrano con orgoglio le foto della nonna 18enne, immagini di gite al mare, condivisioni di momenti felici quali comunioni dei nonni, risate in altalena etc. Materiale tutto che costituisce un grande, moderno, album della memoria del nostro Paese, delle nostre radici, da consegnare alle nuove generazioni, fin d’ora fautrici della multimedialità e dell’interazione.

Per implementare il progetto “Radici” è, infatti, sufficiente accedere al sito www.risorgimento.it/radici e inviare le immagini digitali delle testimonianze storiche di cui si è in possesso (foto, cimeli, documenti) compilando la scheda allegata, attraverso l’indirizzo e-mail risorgimento.radici@gmail.com. I documenti saranno catalogati in un archivio virtuale e messi in collegamento, ove possibile o necessario, con fonti archivistiche contenute presso istituzioni “ufficiali”, Archivi, Biblioteche, Istituti culturali, etc.

Radici. La memoria del passato e le nuove generazioni. Nuovi materiali e tecnologie per la costruzione dell’identità storica nazionale c/o il Complesso del Vittoriano, Sala Zanardelli, 4° piano, Piazza dell’Ara Coeli, 1. Fino al 22 luglio 2012. Curatore: Marco Pizzo. Orario: dal lunedì al giovedì: 9.30 – 18.30; venerdì, sabato e domenica: 9.30 – 19.30. L’ingresso è consentito fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura. Ingresso gratuito. Per informazioni: tel. 06.69202049.

19 giugno 2012

Potrebbe piacerti anche