Alzheimer, emergenza sociale
Sono più di 6 milioni e mezzo i malati in Europa. Le iniziative per la XIV Giornata mondiale di Graziella Melina
Secondo il Rapporto Demenza 2006, pubblicato recentemente da Alzheimer Europe, le persone affette da demenza negli Stati membri dell’Unione Europea – più Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia – sono 6,4 milioni. In Italia, in particolare, nel 2005 i malati erano tra gli 820.462 e 905.713: ciò vuol dire che, in termini percentuali, da noi la prevalenza della demenza è compresa tra l’1,4% e l’1,55% sul totale della popolazione. E, a quanto pare, sempre secondo il Rapporto, entro il 2050 queste cifre sono destinate a raddoppiare. Fanno ancor più riflettere, in occasione della XIV Giornata Mondiale Alzheimer, che si celebra oggi, 21 settembre, i numeri esorbitanti del Rapporto Demenza. Che mettono in luce una vera e propria emergenza sociale. Spesso però nascosta nella quotidianità e nella solitudine.
«Un anziano su due ha forme di demenza», spiega il geriatra Giovanni Gambassi, del Centro di medicina dell’invecchiamento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. «L’alzheimer – sottolinea il geriatra – ha due picchi di incidenza». Una piccola minoranza (per cause genetiche) si ammala intorno ai 50 anni. La maggior parte degli ammalati, invece, sono ultra 75/80enni. L’alzheimer, che purtroppo, come ammette il geriatra, non è una malattia che si può prevenire, si può riconoscere dal fatto che la persona che ne è colpita accusa per esempio una perdita di memoria e ha un comportamento incongruo. Ma anche «la fenomenologia depressiva a volte potrebbe essere un sintomo», rivela il geriatra.
Per fortuna «oggi, grazie ai farmaci – sottolinea Gambassi – è possibile rallentare il percorso della malattia», che in genere si protrae per 12 anni circa. I farmaci disponibili rimpiazzano in sostanza la «disponibilità dell’acetilcolina» (un neurotrasmettitore coinvolto nella comunicazione tra le cellule nervose). Si tratta quindi di un «meccanismo a reinserimento», spiega. Tuttavia, «oltre un certo grado di severità della malattia – prosegue il medico – questi farmaci non sono più rimborsabili». Alcuni studi clinici, infatti, «dimostrano che questi farmaci hanno efficacia nella fase iniziale». Esiste, poi, una terapia vaccinale, ma, ammette Gambassi, «le prime evidenze non sono così promettenti». E intanto gli studiosi continuano le loro ricerche. «Dopo il cancro – afferma il geriatra – questa è l’area clinica che riceve più finanziamenti» ai fini della conoscenza da parte dell’industria farmaceutica.
Ma le risorse economiche di cui disporre per combattere questa malattia, oltre che per la ricerca clinica, sono uno dei nervi scoperti soprattutto per chi deve assistere questi pazienti. «L’alzheimer è una tragedia dal punto di vista familiare – sottolinea Gambassi – proprio per l’assistenza di cui i malati hanno bisogno». 24 ore su 24. L’alzheimer, infatti, causa la perdita delle funzioni di autosufficienza. In ogni caso, avverte il geriatra, «non tutte le demenze progrediscono alla stessa maniera». E poi, spiega, a volte alcuni sintomi propri della demenza possono «dipendere semplicemente dalla tiroide, o dalla carenza della vitamina B12, o dall’assunzione di altri farmaci». Per stare più tranquilli, è bene quindi effettuare periodicamente gli esami del sangue. «Una diagnosi effettuata in tempo utile – spiega Gambassi – può rallentare e abbreviare il decorso della malattia, per una gestione migliore del caso».
Tanti i centri impegnati per l’assistenza di questi malati: ci sono i centri alzheimer diurni, le unità intraospedaliere per pazienti più severi, gli Uva (Unità valutativa alzheimer), presenti nell’ambito dei dipartimenti ospedalieri e dei servizi specialistici aziendali, della medicina generale e dei servizi di assistenza domiciliare. E molto impegnate nell’assistenza alle famiglie e nella divulgazione scientifica sono pure alcune associazioni di volontariato, che proprio in occasione della XIV Giornata mondiale Alzheimer hanno messo in campo varie iniziative di sensibilizzazione e campagne informative. A cominciare dall’Associazione nazionale SOS Alzheimer onlus che il 16 settembre ha realizzato la Campagna di sensibilizzazione c/o la Parrocchia dei Santi Gioacchino ed Anna, a Cinecittà Est. L’associazione Alzheimer Roma onlus e l’Associazione Alzheimer Uniti Roma onlus, invece, oggi, 21 settembre dalle 10 alle 19 allestiranno uno stand informativo a piazza San Lorenzo in Lucina. Alle 18,30 il Concerto della Fanfara dei Carabinieri chiuderà la Giornata. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il “Call Center Alzheimer Oggi” del Comune di Roma (800915379). Per chi ne volesse sapere di più, poi, il 26 settembre alle 9,30 all’Istituto italiano di medicina sociale (via P. S. Mancini, 28) si terrà il convegno “Sos Alzheimer: nuove forme di terapia ed assistenza”.
La Caritas diocesana, impegnata da anni al fianco dei malati e dei familiari, ha dato vita a varie iniziative: “Quattro chiacchiere e un caffè”, in collaborazione con le parrocchie, è un luogo di incontro dove si danno informazioni alle famiglie dei malati, si riceve aiuto e sostegno. “Il mio amico Arturo” è invece un corso di formazione per volontari e operatori che sono in contatto con la terza età e ha come obiettivo la formazione del personale specializzato nell’assistenza, domiciliare e presso strutture sanitarie, di pazienti affetti da demenze. Un altro percorso formativo è realizzato in collaborazione con l’Associazione Sos Alzheimer.
21 settembre 2007