“Antico e Nuovo Testamento” in prima mondiale

A San Pietro in Vincoli l’opera del giovane compositore Paolo Buonvino, eseguita da Gilda Buttà e Luca Pincini di Mariaelena Finessi

A San Pietro in Vincoli l’opera del giovane compositore Paolo Buonvino, eseguita da Gilda Buttà e Luca Pincini di Mariaelena Finessi

Solo Paolo Buonvino poteva riuscire, ad oggi, nella titanica impresa di mettere sul pentagramma l’Antico e il Nuovo Testamento, «che – lui stesso ironizza – è come dire tutto». Domenica 1 aprile a San Pietro in Vincoli, per la rassegna de “i 40 concerti nel giorno del Signore”, Gilda Buttà (pianoforte e tastiera elettrica) e Luca Pincini (violoncello ed elettronica) – riuniti nel “Cello and Piano Project” – eseguiranno in prima mondiale la musica concepita proprio dal giovane compositore che, ormai da qualche anno, sembra aver stregato non pochi registi, realizzando per loro indimenticabili colonne sonore. In testa a tutti Gabriele Muccino con “Ricordati di me” e “L’ultimo bacio” e, da ultimo, Roberto Faenza con “I viceré”, tra non molto sul grande schermo.

Figlio di una terra impastata di misteri e di vulcani, Paolo condivide con Pincini e Buttà – esecutori tra i più ricercati e raffinati per le musiche del cinema – lunghi anni di collaborazione. Con Gilda, in particolare, pure la comune origine siciliana. E sono stati proprio i due musicisti, che fanno coppia anche nella vita privata, a coinvolgere Buonvino nella trascrizione in note dei testi biblici. Le ragioni? «Innanzitutto – spiega la pianista – per la sua bravura professionale, e poi per quel rapporto particolare che Paolo ha con la cristianità». Il pluricandidato al David di Donatello 2005 racconta infatti che «la commissione è arrivata per puro caso», mentre aveva intrapreso «un percorso di ricerca nella fede». Il risultato? «Ho in qualche modo interpretato il tema assegnatomi, soffermandomi su un aspetto che sottolineo col termine “passaggio”». Altrimenti detto, quello di domenica «è un concerto in cui suoni elettronici si fondono con la classicità dei suoni di violoncello e pianoforte, in una commistione che cerca di raccontare come il passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento sia un passaggio di liberazione dalla “legge”, che è il grande ostacolo che impedisce di scorgere il vero volto di Dio». Gesù «è infatti colui che guarendo l’appestato, contravviene alla legge del tempo che vieta di avvicinare i lebbrosi, considerati impuri anche moralmente. Gesù è cioè colui che trasgredisce le regole per andare incontro all’uomo».

Quello di Paolo allora non sarà un «racconto storico-temporale» ma un «racconto emotivo-spirituale, dove il passaggio è il passaggio di ciascun uomo». E poiché l’uomo continua a peccare, al di là di ogni buona volontà, il concerto non sarà segnato da tappe cronologiche ma sarà invece un «continuo andare avanti per poi tornare indietro». Un po’ come nella vita di ciascuno. «A volte – chiarisce Buonvino – preferiamo le regole perché ci sentiamo al sicuro dentro un carcere, dove è vero che ci è impedito di fare del male agli altri ma dove è anche vero che ci chiudiamo per non riceverne, mentre l’indomani vogliamo evadere». Si tratta di un processo interiore continuo che, per questo, «io cerco di raccontare all’interno di uno stesso pezzo». Un obiettivo per raggiungere il quale ci si avvarrà di alcuni video, «piccoli input visivi che aiuteranno a volte a riflettere, altre a godere della bellezza o, semplicemente, a creare suggestioni che restituiscano il sapore di ciò che io stesso ho provato». Aprendo uno spazio privato nell’oggettività della cornice, «in fondo – si chiede Paolo – cos’è la musica religiosa?». La risposta se la fa suggerire dall’etnomusicologo John Blacking: «La cosa più difficile è amare e la musica aiuta l’uomo in questo arduo compito». Come dire che ogni musica che sostiene l’essere umano in una simile sfida è, di fatto, sacra. Anche la sua.

Il prossimo incontro con i “40 concerti” è per il 15 aprile, dopo la pausa pasquale, presso l’abside di San Giovanni in Laterano con la Messiah di G. F. Haendel. Dirige Robert Michaels.
Ingresso gratuito, ore 20.30.

30 marzo 2007

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