Authority, nuove nomine con le logiche di sempre

Chi guida questi organismi dovrebbe avere freschezza e idealismo, non avallare leggi che consentano nefandezze in tv. Dovremmo imparare a guardare l’orizzonte e a immaginarlo luminoso per i giovani di Elisa Manna

Una rubrica come “Dentro i media”, che cerca di evidenziare i tanti problemi, ma anche le cose positive che si muovono dietro le quinte dei media, non può non trattare del rinnovo delle cariche nelle Authority, prima fra tutte la delicatissima Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Nel clima di sfiducia collettivo che ormai ci avviluppa, si erano registrati negli ultimi mesi severi “caveat” e felini aggiustamenti; prese di posizione istituzionali e dichiarazioni di semplici cittadini o di opinionisti. Molte sono state le iniziative finalizzate ad un modo nuovo di procedere, magari facendo delle nuove nomine l’occasione per inaugurare una nuova stagione all’insegna della trasparenza, della competenza, del merito.

Erano stati raccolti curricula eccellenti .Testate specializzate avevano avvertito con campagne quotidiane che sarebbero stati “watchdog” attenti e avrebbero monitorato l’andamento dei rinnovi. Più semplicemente molti avevano evidenziato la necessità di sottrarre queste scottanti poltrone al controllo e all’influenza dei partiti e degli interessi economici.

Ma è stato tutto inutile: i curricula sono finiti nel cestino della carta straccia e le logiche sono state quelle di sempre, quelle che hanno portato il nostro Paese a un astio da parte della popolazione nei confronti dei partiti, che non promette niente di buono. Immagino che le reazioni indignate si sprecheranno.

Per parte mia una cosa vorrei sottolinearla, e con accorata passione: nessuno in questi giorni ha parlato di quello che vuol dire essere presidente di un’Autorità sul piano della possibilità di influire sul modello culturale del Paese. Si sono fatti nomi,è vero, si è parlato delle aderenze politiche di questo o di quello.

Le persone che guidano questi organismi dovrebbero possedere, tra le prime doti, una certa “freschezza” e un pizzico (non dico tanto) di idealismo: che, per esempio, dovrebbe impedire loro di legittimare leggi mostruose che giustificano, in nome del Mercato, la messa in onda di ogni nefandezza. Come se i nostri ragazzi non ne avessero abbastanza di esempi negativi e avessero bisogno di ulteriori esemplificazioni in tv o in qualche videogioco.

Dovremmo davvero imparare ad alzare gli occhi, a guardare l’orizzonte e a volercelo immaginare luminoso: per quelli che vengono dopo di noi e sono già tra noi, per quel senso d’eterno che i loro occhi sfavillanti di giovinezza sanno trasmetterci. Per il resto, si possono possedere anche le Piramidi, come ci insegna la Storia, ma poi si devono lasciare.

7 giugno 2012

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