Avati, la paternità tema del nuovo film

“Il papà di Giovanna”, una delle quattro pellicole in concorso a rappresentare il cinema italiano alla 65ª edizione della mostra di Venezia di Massimo Giraldi

Era uno dei quattro film in concorso a rappresentare il cinema italiano alla 65ª edizione della mostra di Venezia in un momento in cui si parla di rilancio delle nostre produzioni. “Il papà di Giovanna” è il nuovo film di Pupi Avati, proposto nel cartellone del Lido.

Questo per Avati è un anno particolare: 70 anni all’anagrafe, e 40 dal suo esordio. “Il papà di Giovanna” prende le mosse a Bologna nel 1938. Qui Michele Casali apprende che Giovanna, sua unica figlia ancora adolescente, ha ucciso per gelosia la sua compagna di banco e migliore amica. Riconosciuta colpevole, la ragazza viene ritenuta non sana di mente e rinchiusa nell’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, dove rimane fino al 1945. Michele lascia la moglie e la casa per trasferirsi vicino a lei, vederla e accudirla tutti i giorni. Nel dopoguerra, i due ritrovano per caso Delia, la mamma. Forse una riunificazione è possibile.

La paternità, l’handicap, lo strazio dei sentimenti da (non) controllare: Avati, più che mai, arpeggia uno spartito delicato e difficile, acuto e stratificato. «Da qualche tempo – ha detto nella conferenza stampa al Lido – ho messo in atto una riflessione sulla figura paterna avvertendo che nel corso degli anni si è andata sempre più sbiadendo. A motivare il succedersi degli eventi è il senso di responsabilità che questo padre avverte nei riguardi dell’infelicità della figlia. Il tentativo ostinato, spesso scomposto, a volte scorretto, di soccorrerla indurrà la ragazza a compiere un gesto sconsiderato. Da qui parte una vicenda umana vissuta attraverso gli occhi del padre che avverte in modo sempre più pressante le proprie responsabilità». A parlare è un Pupi Avati motivato, riflessivo, convinto. La memoria del passato si fa in lui filtro per il presente. E di ogni essere umano va difesa e affermata l’unicità e il suo essere irripetibile.

8 settembre 2008

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