Bambino Gesù, 153 milioni di valore aggiunto nel 2012

Presentati i dati del primo bilancio sociale dell’ospedale della Santa Sede: 26mila interventi, 300 trapianti, 9 nuovi geni-malattia scoperti nella ricerca, 100mila notti gratuite per i familiari dei piccoli ricoverati di R. S.

Aumentano i ricoveri e gli interventi chirurgici, segno della capacità di accoglienza e di attrazione per i pazienti che vengono fuori dal Lazio, consolidandosi l’alta complessità: 300 procedure trapiantologiche eseguite, mentre l’attività di ricerca ha portato alla scoperta di 9 nuovi geni di malattia. Son alcuni dati contenuti nel primo bilancio sociale, riferito al 2012, del Bambino Gesù, presentati venerdì 31 gennaio in una conferenza stampa nella sede del Gianicolo.

Giuseppe Profiti, presidente dell’ospedale ha spiegato il senso dell’iniziativa parlando della: «volontà di rispettare attraverso una rendicontazione pubblica, i criteri di trasparenza e verificabilità del nostro operato. Il bilancio sociale è la testimonianza di ciò che quotidianamente il sistema Bambino Gesù realizza per i propri pazienti, per le loro famiglie e per la società in cui essi vivono». Sul piano della rendicontazione economica, l’Ospedale ha prodotto nel 2012 153 milioni di euro di valore aggiunto. Una cifra reinvestita per il 98% sul personale. Il restante 2% – pari a quasi 3 milioni di euro – costituisce il margine operativo lordo realizzato dall’Ospedale nell’ultimo anno, malgrado le ripercussioni della crisi economica sul sistema sanitario nazionale e regionale.

«La nostra missione – ha aggiunto il presidente del Bambino Gesù – è perseguire l’eccellenza nelle cure dei piccoli degenti, cercando di accompagnare al meglio le famiglie. Anche nel contesto difficile della crisi economica, che ha visto la riduzione dei fondi disponibili per il settore sanitario, siamo comunque riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati e ad andare incontro alle esigenze delle famiglie. L’apertura della nuova sede di San Paolo, a fine 2012, ha permesso di trasferire le cure ambulatoriali in un ambiente ampio e confortevole, lasciando nella sede storica di Sant’Onofrio le cure caratterizzate da alta complessità, che richiedono soggiorni più prolungati».

Il numero dei ricoveri è aumentato a oltre 26mila, sono aumentati gli accessi al pronto soccorso dalle 59mila visite del 2010 alle 71mila del 2012. Le attività operatorie sono passate da 20mila a quasi 26mila (+26% dal 2010, +18% dal 2011). Il 28% dei pazienti ricoverati in regime ordinario provenivano da altre Regioni (Campania 2d%, Puglia 14%, Calabria 13%). Il 12% sul totale dei ricoverati erano pazienti di origine straniera. Si conferma, per il 2012, l’elevata produttività dell’attività trapiantologica con quasi 300 trapianti tra rene, cuore, fegato, midollo, cornea, protesi valvolari cardiache e membrane amniotiche.

Tra i risultati più significativi ottenuti nel 2012 si segnalano l’identificazione di 9 nuovi geni-malattia nel campo della genetica e delle malattie rare; la messa a punto di modelli di simulazione per ottimizzare la correzione chirurgica delle cardiopatie nel campo delle malattie multifattoriali e dei fenotipi complessi; gli studi sulle cellule B della memoria nell’area di ricerca in immunologia e farmacoterapia; gli studi del profilo immunologico nei trapianti aploidentici in oncoematologia; lo sviluppo di un nuovo software per la valutazione delle acquisizione delle tecnologie sanitarie, per le innovazioni clinico-tecnologiche; lo sviluppo di tecniche chirurgiche mini-invasive sul piano delle innovazioni clinico-assistenziali.

Di particolare rilievo sociale l’accordo con il ministero della Giustizia per la gestione di parte del Centro Unico di Prenotazione dell’ospedale attraverso il coinvolgimento di alcuni detenuti del carcere di Rebibbia. La presenza umanitaria del Bambino Gesù, infine, ha continuato a svilupparsi anche all’estero, dove l’Ospedale è presente con missioni, progetti e presidi sanitari stabili in 14 Paesi, dal Vietnam alla Tanzania. «Tutte queste attività – ha concluso il presidente del Bambino Gesù Giuseppe Profiti – non sarebbero state possibili senza il sostegno e la generosità di tanti privati, professionisti, aziende, e volontari che da sempre con la loro vicinanza e il loro impegno sono diventati parte integrante del sistema Bambino Gesù».

31 gennaio 2014

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