Bernanos, il grande primato della pietà
Riedito in Italia “Sotto il sole di satana”, pubblicato nel 1926 dallo scrittore francese. Nella figura del protagonista, Donissan, un richiamo al Curato d’Ars di Marco Testi
Oggi sono in pochi a ricordarlo, ma l’enigmatico romanzo di Georges Bernanos, “Sotto il sole di satana”, uscito nel 1926 ed oggi riedito in Italia, era in realtà un richiamo al Curato d’Ars.
Qualcuno ha detto che questo primo romanzo dello scrittore francese è stato il tentativo di spostare nel XX secolo eventi accaduti il secolo precedente. Tutto vero, ma in questo romanzo c’è anche qualcosa d’altro, che ha probabilmente a che fare con un pessimismo di base, con il sospetto che sia impossibile distinguere quello che viene da Dio da quello che è del diavolo, e che anche i santi uomini, come il protagonista, Donissan, soffrono per questa incapacità.
Solo che il reverendo Donissan, tutt’altro che abile oratore, ha un’arma che rende difficile se non impossibile l’assalto del demonio, e cioè la pietà più pura. Quella pietà che pian piano lo porta in odore di santità nonostante i dubbi e talvolta il disprezzo dei superiori. Donissan deve fare conti salati con il demonio, sia quando questi prende le sembianze di un compagno di viaggio, sia quando si impadronisce di una fanciulla, Mouchette, che si rende conto di non possedere armi contro la pietà del parroco, e questo la rende furiosa, fino a portarla al suicidio.
C’è una pagina notevole nel romanzo, quando Bernanos fa descrivere con severità e indignazione, proprio dai superiori, un atto del reverendo Donissan, il quale non tenendo conto delle professioni di laicità del padre della ragazza e del divieto di presenze sacerdotali, porta la fanciulla moribonda in chiesa. Nonostante siano state raccolte voci sulla volontà della fanciulla, il religioso che riporta l’episodio afferma: «Eccessi di questo tipo appartengono a un’altra epoca, e sono inqualificabili. Grazie al cielo, lo scandalo è fortunatamente finito lì». Le autorità religiose e politiche si trovano d’accordo nello stigmatizzare l’azione di un prete che cercava solo di seguire il suo istinto religioso.
Ma il romanzo di Bernanos raggiunge vertici di inquietudine e mistero anche nella scena del tentativo di resurrezione di un bambino morto, da parte di Donissan, il quale non si accorge della presenza, dietro di lui, della madre del piccolo. All’improvviso il protagonista sente intimamente che il miracolo sta per avvenire, ma che esso non viene da Dio. E allora rifiuta. Questa narrata in «Sotto il sole di satana» è la storia di un curato di campagna che, pur disperando della capacità degli uomini di salvarsi, baratta la propria salvezza in cambio della loro: è disposto cioè a cedere se stesso a satana in favore della vita eterna di chi gli è stato affidato. Non è nella sapienza, nell’oratoria, sembra voler dire Bernanos, che la gente cerca i segni, ma nella pietà e nell’amore di chi è follemente disposto a tutto pur di alleviare la sofferenza dei suoi simili.
“Sotto il sole di satana”, Georges Bernanos, San Paolo, pp. 329, 19,50 euro.
7 giugno 2010