Campus Bio-Medico, un piano per affrontare i tagli

Disposta dai vertici del policlinico universitario la chiusura di un reparto di degenza, ma anche la riduzione della retribuzione dei membri di Comitato esecutivo e Direzione di R. S.

«Gli ultimi tagli varati la settimana scorsa con i decreti 348 e 349 del commissario alla Sanità per il Lazio, Enrico Bondi, stanno mettendo in seria difficoltà il Campus Bio-Medico di Roma. Anche perché le nuove misure si sommano a quelle imposte lo scorso luglio e avvengono informa retroattiva, annullando il rimborso per attività già svolte a favore dei cittadini nel corso del 2012». La denuncia arriva direttamente dall’ospedale di Trigoria, che parallelamente ricorda anche i «gravi ritardi di sempre» nei pagamenti dei rimborsi dovuti e il «mancato rispetto del protocollo d’intesa con la Regione, che assegnava al Campus un’entità molto superiore di prestazioni in regime di servizio sanitario nazionale da assicurare ai cittadini, sulla base del quale sono stati compiuti gli investimenti che hanno portato alla realizzazione del nostro policlinico universitario».

L’Università Campus Bio-Medico, si legge in una nota dell’ospedale, è un ente senza fine di lucro ma, «a fronte dei nuovi tagli lineari, per garantire il suo futuro sarà costretta anche a una riduzione dei servizi sanitari resi ai cittadini». Di qui la scelta di un piano di misure predisposto «per contenere l’impatto dei tagli su assistenza e personale», che comprende la chiusura di un reparto di degenza e altre iniziative per abbattere del 20% i costi per beni e servizi. Ancora, i membri del Comitato esecutivo e della Direzione del policlinico hanno deciso la riduzione della propria retribuzione fino a un’aliquota massima del 20 per cento dal 1° gennaio 2013.

«Abbiamo dimostrato fino ad oggi di avere capacità di adattamento per affrontare le difficoltà – dichiara il presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Paolo Arullani -. Da parte delle istituzioni ci aspettiamo ora altrettanta flessibilità nel ripensare misure che rischiano di ridurre un’offerta di servizi premiata in questi anni da un numero sempre crescente di cittadini che hanno scelto la nostra struttura».

30 novembre 2012

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