Caso Ravera, illustrata l’interrogazione

La presentazione di Tarzia al Consiglio regionale. Assente l’assessore alla Cultura che aveva scatenato polemiche con un suo articolo sul cimitero dei bimbi non nati, seguito da un intervento di “scuse” di R. S.

«Un esponente delle istituzioni e per di più assessore alla Cultura, non può offendere la dignità delle donne che hanno vissuto la tragedia della morte di un figlio per aborto, né il dolore di tante mamme e di tanti papà, chiamando i loro bambini non nati “grumi di materia”, salvo poi dire che non era sua intenzione farlo: le sue parole sono stata palesemente crudeli ed inequivocabili». Lo ha dichiarato mercoledì 13 novembre Olimpia Tarzia, vice presidente della Commissione Cultura della Regione Lazio, nell’illustrare al Consiglio regionale l’interrogazione urgente a risposta orale presentata a seguito delle dichiarazioni dell’assessore alla Cultura Lidia Ravera sul cimitero dei non nati.

«È necessario – ha proseguito Tarzia – che il presidente Zingaretti chiarisca se, quanto scritto dall’assessore Ravera rispetto al tema della sepoltura ai bambini non nati, delle donne che hanno perso un figlio per aborto, dell’associazionismo che si impegna quotidianamente a favore delle maternità difficili, rispecchi o meno il suo pensiero e quello della sua Giunta regionale e se è condiviso dalla maggioranza che compone questo Consiglio».

«Pur apprezzando la decisione del presidente Leodori di accogliere la pregiudiziale sollevata dall’opposizione e, quindi, di calendarizzare ad oggi l’interrogazione e di indire una discussione generale col presidente Zingaretti all’inizio del prossimo consiglio straordinario di martedì – ha affermato – sono rimasta sconcertata e per nulla soddisfatta della risposta data in aula dall’assessore Ciminiello, la quale si è limitata a leggere un testo anonimo che non ha dato alcuna risposta. Perché non è venuta a riferire in aula direttamente l’assessore Ravera?».

Le «postume, inadeguate scuse» – affidate a un nuovo articolo sull’Huffington Post, testata su cui era uscito anche il primo contestato intervento, in cui si parla di un «niente», di un «indistinto» a proposito dei bambini non nati – sono criticate da Tarzia. «Al ventunesimo giorno dal concepimento è possibile già distinguerne il battito cardiaco, tracciabile da un elettrocardiogramma già alla sesta settimana, quel ”niente” quell’ “indistinto” alla fine del secondo mese di vita, seppur imperfettamente, ha terminato la formazione di tutti gli organi. Auspico che tutta la Giunta prenda le distanze dalle posizioni di Lidia Ravera e agisca di conseguenza, perché la nostra Regione non ha bisogno di crociate ideologiche anni ’70, ma di azioni a favore della tutela sociale della maternità e dell’educazione alla vita».

14 novembre 2013

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