Conferenza dell’infanzia: «Diteci chi sono quei 1.900 minori in attesa di adozione»

Le associazioni chiedono chiarezza sul dato dei minori con decreto di idoneità accolti o affidati per capire quali bisogni ci sono dietri i numeri. Giordano (Tavolo affido): «Per loro un piano straordinario» di Redattore Sociale

«Un numero che non può restare sotto silenzio» quello di 1.900 bambini e ragazzi accolti, che hanno un decreto di adottabilità. Le associazioni chiedono ora di fare chiarezza su questo dato, «inatteso e problematico» per lo stesso Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, che lo ha diffuso ieri alla Conferenza nazionale dell’infanzia. «Occorre capire chi c’è dietro quei numeri, ma non in termini statistici. Va capito caso per caso chi sono questi ragazzi – sottolinea Marco Giordano, del Tavolo nazionale affido -: lo stato giuridico, l’età, dove si trovano, il grado di disabilità, che cosa blocca l’adozione. Solo così si possono capire quale sono i bisogni». Si tratta di un «dato che non può restare sotto silenzio – dichiara Liviana Marelli della rete Batti il cinque! -. Chiediamo un approfondimento di quei dati che tra l’altro si riferiscono al 2010. Se le cifre dovessero ad oggi essere queste, allora bisogna intervenire».

Le associazioni ipotizzano che tra questi casi ci possano essere affidi che perdurano da anni, in cui esiste una persona di riferimento affettivo per il minore o casi di adozioni difficili in cui il minore rimane, malgrado il decreto, per un tempo lungo in comunità. E ci sono le adozioni di bambini disabili, come sottolinea Frida Tonizzo, dell’Anfaa, sempre faticose da portare a conclusione. Lo stesso centro studi spiega di non avere al momento molte informazioni aggiuntive. «Non si sa – si legge nell’introduzione al volume dedicato ai “fuori famiglia” di Valerio Belotti – se la loro accoglienza sia avvenuta già in presenza di un decreto adottivo oppure se sia sopravvenuta solo in seguito: probabilmente è questa seconda ipotesi ad avere maggiore concretezza». Gli osservatori stessi sottolineano come il dato necessiti di ulteriori verifiche. «Una volta capito il numero esatto di minori in questa condizione – spiega Giordano – allora deve essere attivato un piano straordinario con risorse dedicate e un’alleanza tra associazioni e servizi pubblici per dare una famiglia per questi bambini».

I dati. Si tratta in parte di bambini che hanno alle spalle un’adozione fallita (825 minorenni stimati) e quasi l’1% (235 casi stimati) proviene da una famiglia adottiva e ha un nuovo decreto di adottabilità. Sono le regioni del centro sud ad avere un presenza più alta di questi casi. Poco più della metà sono maschi, gli stranieri sono pari a un quinto del totale. Tra 0 e 2 anni sono 589 i bambini adottabili accolti e 345 hanno da 3 a 5 anni. Inoltre, il 17% dei decreti di adottabilità riguarda bambini disabili. Quasi il 60% di questi bambini è accolto in una struttura residenziale e il restante 41% è in affidamento familiare.

28 marzo 2014

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