Confraternite, il sostegno ai morti abbandonati

I membri di quella dell’Orazione e morte compivano lunghi percorsi per trovare questi i corpi dei poveri e dare loro una degna sepoltura

Le confraternite e i sodalizi hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nella storia religiosa di Roma. Una città in cui convivevano splendore e miseria, da una parte, la presenza del Papa e della sua corte insieme con la potente nobiltà romana, dall’altra. I numerosi poveri che affollavano i vicoli della città e i pellegrini, che venivano da ogni luogo. Alcune confraternite prendevano a cuore la sorte dei molti senzatetto abbandonati nel momento della morte e che correvano addirittura il rischio di rimanere insepolti per mancanza di mezzi e di soccorso. Così nel 1538 nacque l’arciconfraternita dell’Orazione e Morte, i cui membri compivano lunghi percorsi per trovare questi poveri abbandonati dando loro una degna sepoltura. La confraternita costruì anche la chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte alla fine del ’500, che fu poi ampliata da Ferdinando Fuga nel 1732, lo stesso architetto che disegnò la facciata di San Giovanni in Laterano. L’artista, membro della confraternita, volle essere ricompensato con l’assicurazione della sepoltura gratuita per sé e per i suoi eredi; ancora una volta arte e fede si incontrano.

26 marzo 2007

Potrebbe piacerti anche