Dacia Maraini con i bambini del Gemelli
Per il ciclo di incontri “Il cielo nelle stanze”, la scrittrice ha incontrato i piccoli degenti del nosocomio romano rileggendo con loro, e con il disegnatore Daniele “Gud” Bonomo, “La notte dei giocattoli” di Mariaelena Finessi
Un sorriso aperto, quello di Dacia Maraini, su una platea davvero speciale: i pazienti pediatrici del Policlinico Gemelli di Roma. A loro la più tradotta tra le scrittrici italiane contemporanee ha dedicato un momento di svago, lo scorso 13 luglio, nell’ambito del ciclo di incontri letterari “Il cielo nelle stanze”. L’iniziativa, ideata e promossa dal nosocomio dell’Università Cattolica e dalle librerie Arion, sposa il concetto della èi book therapy, nella convinzione che la compagnia di un libro, e della storia che esso racchiude, possa aiutare a guardare il mondo – e le sue difficoltà – con occhi nuovi.
Autrice della favola a fumetti “La notte dei giocattoli”, edita da Tunué per i “Tipitondi”, Maraini, 66 anni il prossimo novembre, racconta ai piccoli degenti, seduti nella hall accanto alle loro mamme, la storia di Giulia, una bimba dalla fervida immaginazione alle prese con alcuni vecchi giocattoli animatisi come per incanto. La bambina viene coinvolta nelle loro storie d’amore, di guerra e di poesia fino a quando dal baule dei giochi non esce l’Uomo d’affari, un arcigno col viso dilaniato dal morso di un cane. Ottenuto l’aiuto degli altri giocattoli, che gli riparano la faccia, l’Uomo si dimostra però uno spietato egoista e approfittatore. La ragazzina, di fronte alla scelta tra il bene e il male, decide di misurare il suo coraggio e guidare la lotta contro la prevaricazione e la prepotenza. Inizia la rivolta dei giocattoli contro l’odioso capobanda, per un mondo più giusto e solidale. Un’avventura unica per Giulia, una notte sola per distinguere il bene dal male e riconoscere il valore della collaborazione e dell’amicizia.
«È una storia contro l’arroganza – ha spiegato Maraini, premio Strega nel 1999 con “Buio”, il libro in cui racconta la violenza sull’infanzia e sull’adolescenza – perché c’è un giocattolo che è prepotente, e che appena viene rimesso a posto come giocattolo inizia a comandare». Come nelle migliori delle democrazie, «solo mettendosi tutti d’accordo, poiché da soli nulla si può fare, si decide di far finire la sudditanza». Il giocattolo viene rimesso nel cassetto e fatto tornare ad essere quello che era. «Ci sono delle cose – è il monito affettuoso della scrittrice ai bambini – che non si possono comprare».
Autore delle tavole della graphic novel, Daniele “Gud” Bonomo, classe 1976, che per l’occasione ha invitato i piccoli ad aiutarlo a disegnare in diretta, man mano che la scrittrice li introduceva alla platea, i personaggi del racconto. Grazie al sistema televisivo a circuito chiuso, oltre 1.300 degenti, nonché i loro familiari, il personale medico e sanitario, gli studenti e i volontari ospedalieri hanno potuto seguire la conversazione tra la scrittrice, il disegnatore e i bambini.
Concepita per essere messa in scena, la favola è solo una delle fatiche della scrittrice, che ha preso ad interessarsi di teatro negli anni Sessanta fondando prima il Teatro del Porcospino, in cui si rappresentano solo novità italiane, e poi nel 1973 il Teatro della Maddalena, gestito e diretto da donne. Chiusa in un campo di concentramento in Giappone negli anni della seconda guerra mondiale, dove si trovava da bambina insieme ai genitori che avevano rifiutato di giurare fedeltà al fascismo, Dacia Maraini ha imparato ad evadere grazie al potere delle storie. Quello stesso potere che ha voluto raccontare ai bambini prigionieri di una malattia.
16 luglio 2012