Spending review, l’appello per il diritto alla salute

La Federazione italiana per il superamento dell’handicap tra i firmatari del messaggio lanciato dopo l’approvazione del decreto sulla revisione della spesa pubblica: «Gravi rischi per il diritto all’assistenza» da Agenzia Sir

«Colpire gli sprechi, spendere meglio, ma fermare i tagli». È l’appello «per il diritto alla salute», lanciato dopo l’approvazione del decreto legge sulla revisione della spesa pubblica e che vede tra i primi firmatari il presidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) Pietro Barbieri, assieme a don Luigi Ciotti (presidente Gruppo Abele), Michele Mangano (presidente Auser), monsignor Giovanni Nervo (fondatore e primo presidente di Caritas italiana), Tiziano Vecchiato (direttore Fondazione Zancan), don Armando Zappolini (presidente Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) e altri ancora.

«La spesa pubblica per il welfare è un investimento per accrescere il benessere, la coesione sociale, l’occupazione, lo stesso Pil, indispensabile in tempo di crisi e necessario per la ripresa economica», esordisce l’appello, per il quale «le manovre finanziarie degli ultimi anni, e il decreto appena approvato dal governo, non attuano una “buona” spending review, bensì impongono tagli lineari al finanziamento della sanità (e le precedenti manovre anche nuovi ticket) esponendo a gravi rischi il diritto costituzionale alla salute e all’assistenza».

Viceversa, «occorre sostenere i servizi e le prestazioni che, misurati i risultati, dimostrino effetti migliori (per la salute, le cure, l’inclusione sociale ecc.)» e quindi «la spending review deve, e può, servire a garantire il diritto alla salute e all’assistenza socio sanitaria, con un’opera continua di riqualificazione della spesa pubblica, per rendere sempre più appropriata l’offerta del welfare, avvicinandola ai bisogni dei cittadini». L’esperienza di alcune regioni, prosegue l’appello, «dimostra che il vero risanamento non si ottiene con tagli indiscriminati, ma con una coraggiosa riorganizzazione dei servizi socio sanitari». Da qui la richiesta che «la discussione parlamentare sul decreto appena approvato» sia accompagnata «da una grande “mobilitazione” sociale e dalla partecipazione democratica», esortando le istituzioni ad «aprire subito un confronto vero con le associazioni e i vari soggetti impegnati nel welfare socio-sanitario, e con il sindacato», realtà che hanno «proposte da fare per scongiurare la logica dei tagli lineari e assumere precisi impegni per contribuire alla riqualificazione del servizio socio sanitario pubblico e universale, a garanzia dei diritti di cittadinanza sanciti dalla nostra Costituzione»

13 luglio 2012

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