Formare alla vita educando alla fede

Nell’Aula della Conciliazione l’incontro organizzato dall’Ufficio per la pastorale universitaria in vista dell’Anno della fede. Il ministro Profumo: «Riavviare un processo di normalità del Paese» di Graziella Melina

Oggi «abbiamo bisogno di riavviare un processo di normalità del nostro Paese, in cui noi formiamo cittadini onesti che sappiano cos’è il rispetto delle regole». Lo ha detto ieri sera, mercoledì 3 ottobre, citando le parole del Presidente della Repubblica, in un’Aula della Conciliazione gremita di docenti, cappellani e studenti universitari il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Francesco Profumo. L’occasione: l’incontro organizzato dall’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria sul tema “Verso l’Anno della fede”, presieduto da Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale. Il ruolo dei docenti, ha sottolineato il ministro, «è fondamentale per trasferire alle nuove generazioni il segnale forte della fede nella quotidianità e nel rispetto del bene comune. Nell’esempio continuo abbiamo la dimostrazione di quelli che sono i principi ai quali non possiamo venir meno».

Lo aveva ribadito prima di lui anche il vescovo Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense, introducendo i lavori. «Se la fede è un atto personale questa decisione non può essere “trasmessa”», ha osservato il vescovo. Ma le fede ha anche un aspetto oggettivo, è fatta cioè «di contenuti, che sono oggetto appunto di insegnamento e che quindi possono essere trasmessi». E tutto questo, ha continuato mutuando le parole del Catechismo, «ci permette “di esprimere, e di trasmettere la fede, di celebrarla in comunità, di assimilarla, e di viverne sempre più intensamente”». Rimane però il fatto che «molto spesso noi teologi – ha ammesso monsignor dal Covolo – rischiamo di privilegiare unilateralmente l’aspetto oggettivo delle fede» con la conseguenza di una sua «certa intellettualizzazione». «Rischiamo cioè di sottovalutare la testimonianza personale della scelta della fede e ci dimentichiamo così che i Padri della Chiesa, coloro che ci hanno trasmesso la fede – ha aggiunto il vescovo -, sono anzitutto dei santi». In definitiva, «la figura di chi forma alla vita educando alla fede è quella di una persona compatta e forte nella testimonianza: una persona in cui le parole sono intercambiabili con i fatti». Dunque, ha poi rimarcato, «noi abbiamo la Parola, ma questo Vangelo non può passare senza la testimonianza della vita dei credenti».

Da parte del ministro, un ultimo cenno sulla situazione dei giovani universitari: «Vogliamo avere dei dottorati più aperti alla società – ha rimarcato -. Come ministero siamo disposti a investire e a mettere in atto azioni che ci permettano di costruire attraverso l’università percorsi per i giovani che vogliano avere un impegno più forte». Nel corso dell’incontro poi, che è stato moderato da Eugenio Gaudio, preside della facoltà di Farmacia e medicina della Sapienza, è stato presentato il volume del direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, il vescovo Lorenzo Leuzzi, dal titolo “Dalla fede religiosa alla fede teologale. L’Anno della fede per la nuova evangelizzazione” edito dalla Lev.

4 ottobre 2012

Potrebbe piacerti anche