L’Anno della fede verso la conclusione

Presentate dall’arcivescovo Rino Fisichella le tappe verso la celebrazione di chiusura, il 24 novembre: la visita del Papa alle Camaldolesi dell’Aventino, il pellegrinaggio dei catecumeni e la Messa in piazza San Pietro di Federica Cifelli

Oltre 8 milioni e mezzo di pellegrini che si sono recati alla tomba dell’apostolo Pietro per professare la loro fede. Per l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, questo è «solo un segno tra i più piccoli, anche se significativi», dell’Anno della fede che si avvia verso la sua conclusione, domenica 24 novembre. Lo ha sottolineato questa mattina, lunedì 18, presentando ai giornalisti gli eventi conclusivi di questo tempo «dedicato completamente a ravvivare la fede dei credenti». Ciò che è stato vissuto a livello locale, ha rilevato l’arcivescovo, «è impossibile descriverlo in pienezza»: celebrazioni, catechesi, testimonianze di carità, attività culturali. Tutto unito dal filo rosso della fede, che «ha permesso di ricordare a tutti il fondamento del nostro credere: Gesù Risorto speranza per una vita nuova».

Arrivati alla fase conclusiva, sono tre i momenti scelti per mostrare «la continuità della fede e il cammino che siamo chiamati a percorrere per non farla diventare ovvia nella vita quotidiana». Il primo è la visita di Papa Francesco alle Camaldolesi dell’Aventino, nel monastero di Sant’Antonio Abate, giovedì 21 novembre alle 16.45. Quel giorno, ha ricordato il presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, «è da diverso tempo riservato ai “pro orantibus”. Una giornata, quindi, dedicata a chi ha compiuto la scelta della vita di clausura, come dedizione privilegiata per una vita di preghiera e di contemplazione». Il Papa pregherà con la comunità monastica i Vespri, secondo la regola camaldolese, seguiti da un breve momento di adorazione; quindi avrà un colloquio privato con le religiose.

La seconda tappa, nel pomeriggio di sabato 23 novembre: il pellegrinaggio alla tomba di Pietro dei catecumeni che in diversi Paesi si stanno preparando a ricevere il battesimo, sul tema “Pronti a varcare la Porta della fede”. Francesco riceverà 35 candidati al catecumenato all’ingresso della basilica vaticana e porrà loro le domande tradizionali del rito del battesimo. Il segno della croce sulla fronte e l’accoglienza nella Chiesa, ha spiegato monsignor Fisichella, «diventano il segno evidente del cammino che questi giovani intraprendono per giungere un giorno a confessare personalmente la fede». Simbolo di questo Anno della fede che «giunge al suo epilogo ma di per sé non si conclude». Attesi circa 500 catecumeni, accompagnati dai catechisti, in arrivo da 47 nazioni diverse dei 5 continenti. E fra i Paesi citati dall’arcivescovo ci sono anche Russia, Cina, Egitto e Cuba. «Sperimenteremo anche in questa circostanza l’universalità della Chiesa cattolica – ha ribadito l’arcivescovo -. La fede è un cammino che continua tutta la vita».

Terza e ultima tappa, la celebrazione conclusiva dell’Anno, domenica 24 novembre alle 10.30 in piazza San Pietro. L’atto finale, caratterizzato da tre segni: l’esposizione per la prima volta delle reliquie di Pietro, la consegna da parte di Papa Francesco della sua esortazione apostolica “Evangelii gaudium” e il gesto di carità a favore della popolazione delle Filippine. L’esortazione apostolica, in particolare, sarà consegnata simbolicamente a un vescovo, a un sacerdote e a un diacono scelti tra i più giovani ad essere ordinati, provenienti rispettivamente da Lettonia, Tanzania e Australia. Ci saranno poi dei religiosi e religiose e seguiranno rappresentanti di ogni evento di questo Anno della fede : dei cresimati, un seminarista e una novizia, una famiglia, dei catechisti, un non vedente – a cui il Papa consegnerà la sua Lettera in Cd-rom – dei giovani, delle confraternite, dei movimenti. A questi sono stati aggiunti due artisti, tra cui Etsuro Sotoo, lo scultore giapponese famoso per la sua collaborazione alla Sagrada Familia, per sottolineare «il valore della bellezza come forma privilegiata di evangelizzazione» e due rappresentanti del giornalismo, per attestare «il grande impegno e promozione che svolgono quanti si dedicano a questo servizio, che rappresenta sempre più una nuova forma di cultura con cui la Chiesa sente l’urgenza di confrontarsi e di sentirsi aiutata e sostenuta nell’opera di evangelizzazione».

18 novembre 2013

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