Gemelli: «Con questi tagli non si sa quanto potremo andare avanti»

Il policlinico legato alla Cattolica denuncia l’insolvenza della Regione, aggravata dai recenti tagli. Prevista la cassa integrazione per 196 dipendenti. «Saremo costretti a selezionare le patologie da curare» di Maria Elena Rosati

Il Policlinico Gemelli lancia l’allarme crisi, e fa appello alle istituzioni dopo la nuova ondata di tagli alla sanità nel Lazio. La Regione ha infatti approvato due decreti che segnano una riduzione del 7% (circa 100 milioni di euro) al budget delle strutture ospedaliere private regionali. Per il policlinico legato all’Università Cattolica del Sacro Cuore, un taglio di 29 milioni di euro, che va ad incidere pesantemente sul finanziamento concordato il 14 settembre scorso con la Regione: 529 milioni per l’anno in corso, di cui poco più di 150 effettivamente conferiti. Numeri che vanno ad incrementare il debito già accumulato dalla Regione nei confronti dell’ospedale – attestato ora su una cifra vicina ai 900 milioni di euro – e mettono a rischio la realizzazione del Piano strategico quinquennale di risanamento economico del policlinico, avviato lo scorso giugno in accordo con la Regione, e che punta a una riduzione di costi di 70 milioni di euro entro il 2014.

I vertici del nosocomio non nascondono la preoccupazione: «Tutta la struttura sta soffrendo – spiega Rocco Bellantone, preside della facoltà di Medicina e chirurgia della Cattolica –, si va avanti grazie ai sacrifici, e all’impegno del personale. In queste condizioni saremo costretti ad operare una selezione delle patologie che possiamo curare e dei servizi che possiamo erogare, a danno dei cittadini». Primo ospedale del Lazio per numero di ricoveri, e punto di riferimento nella cura oncologica in Italia, nei nuovi decreti il policlinico Gemelli viene considerato come una struttura di cura privata. «In realtà il Gemelli è un policlinico universitario che svolge a tutti gli effetti un servizio pubblico – spiega il direttore, Maurizio Guizzardi –. Essere considerati alla pari di strutture sanitarie più piccole vuol dire non riconoscere l’impegno che portiamo avanti da sempre nella cura dei cittadini di questa regione».

Nuovi tagli, debiti in aumento, e sempre meno risorse a disposizione: per il Gemelli il futuro è un’incognita che fa paura. «Nel 2013 – continua Guizzardi – prevediamo la cassa integrazione per circa 196 dipendenti e ci stiamo impegnando per non dover arrivare alla riduzione dei servizi ai malati. Se però la Regione continua con una politica di tagli così violenta e indistinta, senza dare nemmeno le risorse concordate, non so quanto a lungo riusciremo ad andare avanti».

30 novembre 2012

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