Gemelli, si aggrava la crisi per il nodo Regione
Preoccupazione dopo la richiesta di cassa integrazione per 196 dipendenti: il piano originato dai crediti non corrisposti dall’ente locale. Il 19 luglio sciopero dei medici aderenti al Samuc di Mariaelena Finessi
Incertezza. Questa la parola più diffusa tra i lavoratori del Policlinico Gemelli di Roma, preoccupati per il proprio destino professionale. Voci che si sono rincorse per mesi ora trovano il punto nel Piano strategico 2012-2014 approvato il 20 giugno dal Consiglio d’amministrazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, da cui dipende l’ospedale, e presentato alle organizzazioni sindacali lo scorso 6 luglio. Quello che sta vivendo il colosso sanitario cattolico è un vero affanno economico e finanziario. Una condizione che viene da lontano e che ha portato l’amministrazione a stilare un progetto di riorganizzazione dell’ospedale.
Tutto nasce da un contenzioso con la Regione Lazio che nei confronti del Gemelli ha accumulato dal 2000 ad oggi una serie di debiti non onorati (secondo l’ospedale, sfiorano quasi il miliardo di euro) che hanno costretto la struttura ospedaliera, il cui costo annuale di funzionamento è pari a 580 milioni di euro, a ricorrere in modo massiccio al sistema bancario, con disastrose conseguenze sul bilancio. Per effetto del piano di rientro della sanità regionale, negli esercizi 2010 e 2011, poi, il budget è sceso da 580 a 510 milioni. La conseguenza è che per il solo anno 2011 è stata registrata una perdita di quasi 100 milioni di euro.
Di qui l’urgenza di varare il piano di contenimento della spesa, compresa quella relativa al personale. Il piano prevede infatti un taglio di quasi 500 lavoratori – pari al 10% della forza lavoro – tra pensionati e blocco del turn over nel prossimo biennio, mentre ai contrattisti (molti medici) non sarà rinnovato il contratto a termine. La novità è la richiesta della cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga per 196 dipendenti per 24 mesi. Per ora la richiesta si trova sul tavolo della presidente della Regione, Renata Polverini, e dell’assessore al Lavoro Mariella Zezza. A breve si dovrà decidere se concederla o meno.
«È il primo ospedale in Italia a chiedere la cassa integrazione», lamentano le organizzazioni sindacali ricordando come invece «ad aprile il direttore amministrativo aveva assicurato che non si toccavano i posti di lavoro». Quello che i sindacati giudicano essere nient’altro che «un’elencazione di tagli e abbattimenti dei costi il cui recupero viene attuato solo sulle spalle dei lavoratori, a cui certamente non si può attribuire la responsabilità di bilancio e del buco di 100 milioni di euro», viene invece considerato «indispensabile» dall’ospedale, «per affrontare il processo di ristrutturazione in corso senza disperdere le elevate professionalità presenti nella struttura». In altri termini, per mantenere alta l’eccellenza, un valore che indubbiamente va riconosciuto al Policlinico e che lo colloca come uno dei migliori ospedali italiani.
Intanto i medici del Policlinico che aderiscono al Samuc (il Sindacato autonomo medici Università Cattolica), sciopereranno giovedì 19 luglio, dalle ore 8 alle 20. Garantiti però gli interventi di urgenza anche se i disagi saranno inevitabili. A preoccupare il sindacato c’è il futuro di 88 medici che rientrano nel computo dei quasi 500 lavoratori a rischio. Si tratta di un Piano, rileva il segretario dell’organizzazione, Salvatore Caputo, che «ci lascia estremamente perplessi». Sul fronte opposto, arriva la replica della direzione del Policlinico Gemelli. «La motivazione dello sciopero proclamato risulta incomprensibile – sono le parole del direttore del polo ospedaliero, Maurizio Guizzardi – e non collegata in alcun modo alle ragioni poste alla base delle iniziative assunte».
16 luglio 2012