I tecnici dell’Elis ricostruiscono Fossa

In Abruzzo l’Opus Dei punta su giovani e formazione professionale. Da giugno campo di lavoro con i bambini delle tendopoli. Al via borse di studio e prestiti d’onore per studiare a Roma di Emanuela Micucci

A poco più di un mese dal terremoto che ha devastato l’aquilano è partita la prima opera pubblica: la ricostruzione del ponte di Fossa sul fiume Aterno. Un simbolo forte di quella rinascita alla quale stanno collaborando da alcuni giorni anche i tecnici volontari del Centro Elis di Roma. Uno degli interventi messi in campo dalla prelatatura dell’Opus Dei a sostegno dei terremotati abruzzesi.

I primi volontari, un elettricista e un idraulico, sono rientrati lunedì (11maggio) a Casal Bruciato dalla tendopoli di Fossa. «Fino al 17 maggio per un settimana, dal lunedì alla domenica, 4 operai a coppia effettuano lavori di manutenzione nel campo o realizzano gli impianti elettrici e idraulici per l’installazione dei container che daranno riparo più stabile alla popolazione rimasta priva di casa», spiega Francesco Petraccone, 32 anni, coordinatore degli interventi dell’Elis in Abruzzo In collaborazione con la Protezione Civile del Lazio, affiancano l’associazione Base 2001 di Montopoli Sabina, che sta reclutando nuovi volontari per il campo di Fossa. «Da metà di giugno c’è bisogno della presenza continuativa di 3-4 volontari, con preferenza per elettricisti e idraulici ma si accolgono richieste anche generiche. Il periodo ideale è di 3-4 giorni», specifica Lidia, che raccoglie le disponibilità (380.4685062 o info@condizioniavverse.org).

A giugno partirà anche un progetto dell’Elis per i ragazzi della valle dell’Aterno, la più colpita dal sisma. In particolare a San Demetrio e nelle 5 frazioni di Ocre. «L’idea è creare 1-2 punti per attività ludiche e formative per i bambini delle elementari e di recupero del tempo scolastico perso per gli studenti delle superiori. Al trasporto dei ragazzi penseremo noi o gli scuolabus del comune», illustra Francesco che oggi (15 maggio) tornerà in Abruzzo per organizzare l’iniziativa con i sindaci, i parroci e i docenti del posto. «Base per tutti gli interventi – dice – è il nostro centro convegno Casali delle Rocche a Ovindoli che non ha subito danni strutturali». Qui alloggeranno i volontari dell’Elis, studenti tra i 18 e i 25 anni ma anche docenti, collaboratori e persone preparate in assistenza, animazione, didattica. Un campo di lavoro, come li organizza d’estate l’Elis, quest’anno dedicato all’Abruzzo. «L’idea per i più piccoli – prosegue – è coinvolgerli in modo continuativo in attività per non farli stare nelle tendopoli dove i genitori tendono a tenerseli vicino».

Come a San Martino. Qui gli abitanti sono un centinaio e autogestiscono il campo con la Protezione civile. «Non è gente che sta immobile ad aspettare che arrivano gli aiuti», racconta Francesco. Dove la scuola è ricominciata gli alunni sono diminuiti. In prima e seconda elementare su classi di 12 alunni sono tornati tra i banchi solo in 2. «Per i ragazzi più grandi – spiegano le insegnanti – sarà un problema convincerli a riaprire i libri e ricominciare a studiare. Sembra che il sisma li giustifichi a non fare nulla». Le tendopoli più grandi sono le più organizzate. A San Demetrio la scuola raccoglie 300 studenti. A San Panfilo sono state allestite 2 tende per i bambini. Sui volti dei docenti non c’è rassegnazione ma serenità. «La stessa che ho incontrato all’ospedale da campo dell’Aquila – conclude Francesco –. Al San Salvatore a fine maggio dovrebbero riaprire i primi100 posti letto e 2-3 sale operatorie per le emergenze. Colpisce nei medici e negli operatori sanitari il sorriso, l’accoglienza». Quella forza e quel desiderio degli abruzzesi di ripartire. Ricostruire insieme la propria vita dietro una casa crollata, un reparto inagibile, una scuola-tenda, un nuovo ponte.

Per la ricostruzione l’Elis punta sui giovani e sulla preparazione professionale attraverso progetti stabili e duraturi (www.elis.org/abruzzo o abruzzo@elis.org). «L’esperienza degli interventi nei terremoti in Friuli e in Irpinia e nello tsunami in Sri Lanka – ricordano alla sede romana – ne ha dimostrato l’importanza per consentire alle popolazioni di recuperare capacità di lavoro e autosufficienza». Sono allora state istituite 5 borse di studio per studenti abruzzesi che seguiranno i corsi di formazione al Centro Elis, coprendo tutti i costi anche residenziali. Un fondo di prestito d’onore a tasso zero consentirà a chi deciderà da settembre di studiare a Roma di pagare le spese di alloggio e scolarità, con l’impegno a restituire la somma in 10 anni solo dopo la conclusione degli studi e l’inizio dell’attività lavorativa.

15 maggio 2009

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