Idi, accordo raggiunto tra vertici e sindacati
Ritirata la procedura di mobilità per 405 esuberi. No anche alla cassa integrazione, mentre vengono messe in atto una serie di misure per la riduzione dei costi. Assicurati gli stipendi. Le parole di Papa Francesco di F. Cif.
Accordo raggiunto, nella notte, tra i vertici del gruppo Idi e i sindacati. Dopo un lungo confronto nella sede provinciale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, le parti hanno sottoscritto un’intesa che sarà poi illustrata alla Regione Lazio, che sembra mettere al sicuro centinaia di posti di lavoro. Ritirata, infatti, la procedura di mobilità per 405 esuberi strutturali. Al tempo stesso, vengono messe in atto una serie di misure per la riduzione dei costi, con l’obiettivo di contribuire al risanamento del bilancio delle strutture.
Le parti, si legge nel verbale stilato a seguito dell’incontro, «concordano di sollecitare la Regione Lazio a riconvocare al più presto il tavolo di crisi per esaminare congiuntamente il presente accordo, proseguire il confronto già avviato e, visto l’indiscutibile stato di crisi, autorizzare la concessione della cassa integrazione in deroga nei limiti già concordati fra le parti. In tale sede, la direzione formalizzerà la chiusura della procedura di mobilità in essere». Anche per il pagamento degli stipendi mensili contrattuali è stata garantita la regolarità, a fronte dei regolari pagamenti concordati in sede regionale.
Il gruppo Idi si è impegnato a rivedere, a partire da lunedì 15 aprile, organizzazione del lavoro, orari e turni con i responsabili delle strutture sanitarie e con i sindacati, ai quali sarà fornita anche la documentazione già richiesta, compresa la rendicontazione dettagliata della gestione delle risorse. Intanto per i primi tre mesi gli emolumenti che dovessero superare l’importo di 1.600 euro potranno essere pagati con degli acconti. Le parti si incontreranno poi con cadenza mensile per monitorare lo stato di avanzamento del programma successivo. Tra le misure messe in atto nel verbale d’accordo siglato fra le parti, oltre alla realizzazione di azioni mirate «in grado di ridare la giusta immagine di qualità ai servizi offerti, a garanzia della cittadinanza, dei pazienti e delle istituzioni», c’è comunque anche l’accordo per richiedere una cassa integrazione in deroga almeno per 4 mesi per un numero massimo di 200 persone a rotazione a 0 ore, «previa verifica in sede aziendale».
Per quanto riguarda il ricorso agli ammortizzatori sociali, commentano Antonio Cuozzo e Antonino Gentile, rispettivamente segretario dell’’Ugl Sanità Roma e Lazio e coordinatore dell’’Ugl Sanità Roma Nord, «riteniamo debba essere l’’ultima ratio, perché significherebbe continuare a chiedere sacrifici a chi finora ha già dovuto affrontare non poche difficoltà a causa delle mancate retribuzioni”». Da sindacalisti, continuano, «il nostro auspicio –è che la Regione mantenga gli impegni presi per la soluzione della vertenza e che la nuova governance dimostri una forte discontinuità rispetto al passato, perché se si è arrivati al punto di minacciare la chiusura degli ospedali e la messa in mobilità del personale non è certo a causa dei lavoratori o delle prestazioni erogate dalle strutture, bensì di una scriteriata gestione passata delle risorse»”.
Alla complessa situazione dell’Idi ha fatto cenno questa mattina, mercoledì 10 aprile, nell’udienza generale in piazza San Pietro anche Papa Francesco. Al termine della catechesi, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana, si è rivolto al gruppo di dipendenti dell’Idi presenti in piazza auspicando che «quanto prima si possa trovare una positiva soluzione in una situazione così difficile».
10 aprile 2013