Il grido possente di Cristo salva e desta alla vita

Gesù illumina le tenebre della morte; i legacci che legano i nostri piedi si sciolgono e noi siamo liberi di Marco Frisina

Il mondo soffre della sua debolezza mortale, nell’angoscia e nel dolore; nello smarrimento profondo che nasce dall’esperienza della morte l’uomo resta schiacciato, umiliato, vinto. La morte rimane il limite estremo e nello stesso tempo così vicino, a portata di mano ogni giorno eppure spesso volutamente allontanata dal nostro orizzonte, presi come siamo dall’ansia di vivere adesso ad ogni costo, di bruciare le nostre esperienze nel momento presente e fuggevole. Quell’eternità che si apre dinanzi a noi al di là della porta della morte ci sgomenta, il «per sempre» ci fa smarrire in una sorta di timor panico. Eppure mascheriamo tutto questo con il belletto dell’indifferenza e del divertimento smodato, i lustrini della superficialità ci fanno dimenticare la verità che si cela al di là delle maschere. Da tutto questo Gesù viene a salvarci, il suo grido possente squarcia la nostra indifferenza e fa tremare le fondamenta delle nostre false certezze, il grido di Cristo illumina le tenebre della morte e ci desta alla vita. I legacci che stringono i nostri piedi si sciolgono e noi siamo liberi.

9 marzo 2008

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