Il Museo Pigorini

Un viaggio attraverso la storia universale dell’uomo che si accorge di essere parte di un tutto. Alle origini della vita e della civiltà di Francesca Romana Cicero

Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico, fondato nel 1876 dal paletnologo parmense Pigorini, si propone di ripercorrere quel meraviglioso percorso naturale che costituisce la storia universale dell’uomo, osservando la “vita dei selvaggi attuali per intendere quella dei preistorici”. Il percorso espositivo, accessibile anche al visitatore occasionale, si snoda su due piani: il primo è dedicato alle culture indigene extra-europee, il secondo alla preistoria e protostoria. Corredate da pannelli esplicativi semplici, ma puntuali nella ricostruzione, le sezioni ospitanti l’Africa, l’Asia, l’Oceania, l’America, documentano attraverso collezioni eterogenee per qualità, ricchezza e provenienza degli oggetti, una sorta di racconto autobiografico dell’uomo, che nel 1492 – con la scoperta del Nuovo Mondo – si accorge di essere parte di una totalità e gode dell’infinità dell’universo rispetto al “mondo chiuso”.

Alle origini della vita, alle origini dell’uomo e della civiltà, sezioni antologiche e tematiche testimoniano, oltre al gusto dell’esotico di mercanti, viaggiatori e missionari, culture diverse nelle quali non mancano interessanti rimandi al tempo presente, come per esempio il gioco della pelota praticato in Messico non solo come attività ricreativa ma anche come una sorta di rituale connesso al sistema religioso e alla pratica del sacrificio umano. Il gioco consisteva nel lanciare e far passare attraverso due anelli di pietra, posti a una certa altezza da terra, una palla di gomma, ricavata dall’albero omonimo e lavorata a lungo fino a farla diventare dura e compatta. Le partite si svolgevano in campi a forma di “T” dove si fronteggiavano due squadre, colpendo la palla con le anche o le ginocchia. Al termine della gara una delle due squadre, forse solo in occasione di festività solenni o in determinati periodi dell’anno, veniva sacrificata agli dei.

Particolarmente interessanti i reperti della sezione africana, dove sono esposti oltre ai doni offerti dal re Menelik e dalla regina Taitù a Vittorio Emanuele III e alla Regina Margherita (dalla mantellina di pelle di leone con borchie d’argento a preziosi pettini e bracciali), maschere usate nelle danze africane dai membri di rango più alto della società per riaffermare il controllo politico e sociale, tamburi, strumenti di guerra e così via. Particolarmente espressiva una maschera proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo: si tratta di una maschera lignea, munita di barba (sinonimo di saggezza), le cui striature consentono agli spiriti fondatori di soffiare attraverso; maschera divisa in due metà (sole – lato destro; luna – lato sinistro) dal naso, una sorta di albero della vita.

Al piano superiore invece lo spazio espositivo è interamente dedicato alla ricostruzione del percorso evolutivo dell’uomo da ominoide e ominide a homo. Il percorso è fruibile mediante l’ausilio di strumenti multimediali che documentano problematiche e tecniche relative al ritrovamento, recupero, e analisi dei reperti.

La visita a Museo è consigliata alle scuole elementari e medie.

Museo Pigorini, Piazzale Guglielmo Marconi 14. Orario: dal martedì al venerdì ore 9-14, sabato e domenica 9-20. Chiuso il lunedì. Info: tel. 06.549521, fax 06.54952310. Biglietto: intero € 4, ridotto € 2 per i cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e per i docenti con incarico a tempo indeterminato delle scuole statali. Ingresso gratuito ai cittadini dell’Unione Europea sotto i 18 anni e sopra i 65 anni; ai docenti e agli studenti delle facoltà di architettura, conservazione dei beni culturali, scienza della formazione, lettere e filosofia (indirizzo archeologico o storico-artistico). Considerato l’elevato afflusso, le scolaresche devono obbligatoriamente prenotare la visita.

29 maggio 2006

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