Il «Nuovomondo» dell’emigrazione nell’affresco di Emanuele Crialese
È nelle sale la forte carica umana della pellicola premiata con il Leone d’Argento per l’innovazione a Venezia di Massimo Giraldi
È nelle sale «Nuovomondo», diretto da Emanuele Crialese (foto) e premiato con il Leone d’argento per l’innovazione alla Mostra di Venezia. Nato nel 1965, Crialese si è fatto conoscere nel 2002 con «Respiro», film di grande successo. Così il regista ha potuto dedicarsi al soggetto che più gli stava a cuore: quello dell’emigrazione dalla Sicilia all’America agli inizi del ’900. Si comincia nel momento in cui Salvatore decide che è il momento di cambiare tutto: vende casa, terra, animali per portare i figli e la vecchia madre dove dicono ci sarà più lavoro e soldi per tutti. C’è una parte iniziale dedicata ai riti della partenza; c’è la parte del viaggio con l’incontro con la misteriosa Lucy, e c’è l’arrivo, con la sosta obbligata alla Golden Door, a Ellis Island, il luogo della quarantena, dove ciascuno veniva visitato per valutare la sua possibilità di integrazione sociale. Momento duro, difficile, doloroso. Rievocare quel periodo, riuscendo a farne occasione di riflessione più ampia sugli spostamenti delle popolazione è merito del film, da vedere per la forte carica umana che lo pervade e la capacità di fuggire i facili stereotipi.
25 settembre 2006