Il “posto giusto” per la famiglia

Una tavola rotonda organizzata dalla Pastorale sociale mette in evidenza l’esigenza di fare rete, proporre occasioni di relazione e non lasciare da sole le giovani coppie. Per un laicato coraggioso e impegnato di Elisa Storace

Lavoro che non c’è, affitti altissimi, mutui irraggiungibili, asili insufficienti. “Fare famiglia” oggi è una scelta spesso ostacolata più da condizionamenti sociali che da convinzioni personali di segno opposto. È stato questo il quadro di riferimento del secondo dei due incontri – promossi dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale in collaborazione con l’area di ricerca “Caritas in veritate” della Pontificia Università Lateranense – dedicato alle prospettive pastorali sul tema “La famiglia per una società plurale”.

Il confronto, tenutosi ieri, mercoledì 16 gennaio, presso il Palazzo del Vicariato «è stato pensato come un passo avanti sul tema della concretezza nella prassi pastorale – ha spiegato nel suo intervento introduttivo don Walter Insero, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale – per elaborare insieme delle proposte positive di promozione delle famiglia da mettere in campo nel territorio della diocesi».

La famiglia «innerva la società», ma – come ha notato don Paolo Asolan, membro dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale – nella pratica, «le politiche familiari sono poco attente ai suoi bisogni», laddove il quoziente familiare resta una battaglia aperta e i diritti che le famiglie si vedono riconosciuti sono ancora «molto al di sotto dei bisogni reali». Motivo per cui «chi si occupa di pastorale familiare deve necessariamente tenere conto di queste problematiche».

«In Italia, stando agli ultimi dati Istat – ha fatto notare Emma Ceccarelli, presidente del Forum delle Famiglie del Lazio – le coppie con figli sono solo il 37% della popolazione, 20% quelle senza figli, 8% quelle monogenitoriali e, addirittura, ben il 28% della popolazione vive da sola. Le famiglie – ha aggiunto – non sono più “maggioranza”, così come non lo sono i matrimoni, sostituiti dalle convivenze: una pastorale familiare efficace non può più pensare queste realtà come marginali».

Claudio Gentili, direttore della rivista di studi sulla dottrina sociale della Chiesa “La Società”, ha voluto ricordare come «nell’enciclica Caritas in Veritate, Benedetto XVI» abbia «chiaramente affermato che oggi la questione sociale è questione antropologica, superando la separazione dei temi della vita e della famiglia da quelli della giustizia sociale e della pace. La realizzazione del bene comune – ha aggiunto – dipenderà dal posto che nella nostra società sapremo dare alla famiglia».

Le risonanze al termine dell’incontro hanno portato in luce l’esigenza di fare rete tra le famiglie, proporre occasioni di relazione, fare in modo che le giovani coppie non restino sole: azioni di laicato coraggioso sorrette da un forte impegno pastorale, per consentire alla famiglia di “diventare ciò che è”.

17 gennaio 2013

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