Il restauro della Madonna in trono col Bambino
Alla sala Altoviti di Palazzo Venezia in mostra la scultura lignea trecentesca. Visibili tutte le fasi dei lavori con pannelli divulgativi sui materiali originali e gli strati pittorici rimossi di Francesca Romana Cicero
Presso la sala Altoviti di Palazzo di Venezia è stata presentata al pubblico un’inedita scultura lignea trecentesca: “La Madonna in trono col Bambino” , appena restaurata. L’intervento si è svolto presso l’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro-Laboratorio scultura lignea policroma e manufatti lignei, grazie al sostegno della fondazione Paola Droghetti che ha assegnato due borse di studio alle giovani restauratrici, che hanno eseguito il lavoro, diplomate nello stesso istituto. Tutte le fasi del restauro sono ricostruite da pannelli divulgativi comprensivi di riferimenti sugli studi scientifici dei materiali originali e degli strati pittorici rimossi, utili per ricostruire le opere di conservazione succedutesi nel tempo e le interpretazioni simboliche avanzate. Interpretazioni che hanno da sempre interessato anche le sculture lignee, solitamente poco apprezzate per qualità formali e considerate alla stregua di semplici opere devozionali.
Oggetto di discussione sono la committenza, finalità e funzione dell’opera realizzata nell’Italia centrale tra Umbria, Marche e Abruzzo. Apprezzabile, invece, è l’umanità della Madonna, il cui calmo sorriso, l’abito dal corpetto alto, la sacra ieraticità della posa regale, sembrano rimandare a Piero della Francesca.
Forse destinata ad un uso processionale più che privato date le dimensioni (alta circa 86 cm) e la cura anche della sezione tergale, la scultura obbliga lo spettatore ad intraprendere un dialogo distinto con le due figure rappresentate che ad esso si rivolgono richiamandolo.
Facendo ricorso a questa e ad altre tecniche iconografiche, quali ad esempio la epideixis, cioè la cosiddetta mostrazione della Bibbia, libro per eccellenza, e del figlio di Dio, l’impostazione frontale della scultura favorisce la lettura di diversi elementi in chiave simbolica. Il libro, Parola di Dio (tema che introduce l’educazione del Figlio), è in evidente parallelismo col Verbo che si è fatto carne nel Bambino. Considerato anche lo studio delle varianti eseguite nel tempo, soprattutto a livello dei colori, il rosso arancio (colore dell’argilla) della tunica del bambino alludeva al suo essere il nuovo Adamo. Così come il rosso maphorion (porpora) di matrice orientale, colore del velo che incornicia il volto della Vergine, è simbolo di potere; il bambino calzato è sinonimo di Cristo vero sposo della Chiesa, e l’elaborato trono colonnato su cui siede la Vergine rimanda a quello di Salomone. Sono tutti elementi della raffinata scultura che possono dunque essere interpretati come simboli del mistero dell’Incarnazione di Cristo.
6 dicembre 2011
Madonna in trono col bambino del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. Restauro di una storia, storia di un restauro. c/o Palazzo Venezia – Sala Altoviti, Via del Plebiscito 118. Orari: Martedì/domenica 8.30 – 19.30. Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude alle 18.30.Ingresso: Intero € 4; Ridotto € 2. Informazioni. Tel: 06 69994388; 06 69994284