La Cappella Niccolina e il mondo dell’Angelico

di Marco Frisina

Sulla copertina del nostro programma diocesano appare uno dei capolavori del primo Rinascimento: la decorazione della Cappella Niccolina in Vaticano, realizzata dal Beato Angelico tra il 1446 e il 1448. Il pittore fiorentino ricevette l’incarico da Papa Niccolò V, ma forse i lavori iniziarono con il suo predecessore Eugenio IV. Il piccolo locale serviva da cappella privata del Pontefice, un luogo forse un po’ troppo angusto per un programma figurativo così ampio e realizzato dall’Angelico in modo così grandioso e solenne. L’impressione che ha il visitatore quando entra in questo luogo straordinario è quello di tuffarsi dentro il mondo narrato dall’Angelico: i volti, i personaggi, i luoghi ci conducono a una contemplazione serena e profonda del mistero della Chiesa. Le storie dei protodiaconi Stefano e Lorenzo sono narrate in modo speculare, come in un dittico dove il tema comune del servizio ai poveri si intreccia con il tema dell’Eucaristia e del martirio. Il Papa, servo dei servi di Dio, contemplava in queste scene il senso profondo del suo ministero petrino a servizio della Chiesa e la bellezza struggente e pacata delle raffigurazioni dell’Angelico aiutano veramente a trasformare in preghiera ciò che esse narrano. L’Eucaristia, il servizio, il martirio-testimonianza di fede e la carità sono esaltati in modo poetico e contemplativo negli affreschi e divengono segno eloquente, sono essi i pilastri su cui si fonda la Chiesa del Vangelo e degli Apostoli, su cui cresce la nostra Chiesa.

21 settembre 2009

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