La lettera di monsignor Pelvi per l’Anno della fede

L’ordinario militare per l’Italia in una lettera pastorale ai suoi cappellani propone un itinerario per la comunicazione della fede. Le prime copie inviate via mail ai due marò bloccati in India dal febbraio scorso da Agenzia Sir

Un itinerario in quattro tappe per vivere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede. A proporlo, in una lettera pastorale intitolata “Non temere, soltanto abbi fede”, è monsignor Vincenzo Pelvi, arcivescovo ordinario militare per l’Italia, che oggi, 23 ottobre, a Roma ha aperto l’Anno della fede con una Messa presieduta dal patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal. Indirizzandola ai suoi cappellani, l’arcivescovo castrense intende raggiungere «le famiglie, i giovani militari nelle case, nelle scuole, nelle caserme per aiutare tutti a riscoprire la gioia di essere battezzati».

Quattro i momenti scanditi dalla Lettera e che introducono progressivamente nella vita di Cristo: “il Rivelatore del Padre; il Risorto che vive nella sua chiesa; la vita nello Spirito; l’attesa della beata Speranza”. Il sussidio presenta, oltre ai racconti evangelici, diversi riferimenti al Catechismo della Chiesa cattolica così da offrire i contenuti fondamentali della dottrina sia sulla fede sia sulla morale, alla luce del Concilio Vaticano II.

Per integrare il dialogo, la Lettera propone anche alcuni interrogativi, che “risvegliano l’impegno di testimonianza a Cristo e alla sua Chiesa”. Nel documento mons. Pelvi ribadisce l’importanza dei testi del Concilio Vaticano II, “la cui autorevolezza sostiene ed orienta la testimonianza di fede dei credenti”. La testimonianza per il credente, scrive l’arcivescovo, “non è un sentimento passeggero, ma plasma la sua vita in ogni circostanza, l’annuncio del Vangelo per il battezzato non è funzione facoltativa, ma dovere; egli deve sviluppare una grande familiarità personale con la Parola”. Ne consegue che “la nuova evangelizzazione potrà germogliare solo da una vera e più intensa vita di comunione”.

Le prime copie della Lettera pastorale sono state ricevute, tramite posta elettronica, dai due marò – Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – bloccati in India dallo scorso febbraio.

23 ottobre 2012

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