«La Parola scolpita» ai Musei Vaticani

Iconografia paleocristiana al Museo Pio Cristiano nel 40° anniversario della costituzione conciliare “Dei Verbum” di Francesca Romana Cicero

In occasione del 40° anniversario della promulgazione della Costituzione dogmatica “Dei Verbum” del Concilio Vaticano II, i Musei Vaticani, l’Alleanza Biblica Universale e il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani hanno organizzato l’esposizione “La parola scolpita. La Bibbia alle origini dell’arte cristiana”, allestita presso il Museo Pio Cristiano ai Musei Vaticani.

Il percorso tematico della mostra si articola su esatte corrispondenze tra Sacre Scritture e reperti esposti (tutti in situ), che traggono la loro ispirazione dal Vangelo di Marco e dal Libro di Giona del Vecchio Testamento. Iconografia paleocristiana in cui la Parola udita ed accolta diventa scolpita a partire dal III secolo, con opere che testimoniano la familiarità dei cristiani del tempo con la Bibbia.

Ogni opera reca in sé la certezza del compimento dell’itinerario di salvezza dell’uomo e converge verso il comune intento di dare piena intelligibilità alle Sacre Scritture, concependo l’arte stessa come forma privilegiata d’espressione. In una sorta di ideale itinerario storico-culturale e spirituale, teso non solo alla riscoperta dell’arte dei primi cristiani ma anche del Cristo che «parla le parole di Dio» (Gv 3,34), l’esposizione si apre con la più antica epigrafe databile con certezza, l’iscrizione sepolcrale di Abercio, vescovo di Gerapoli in Frigia (l’odierna Turchia), vissuto al tempo di Marc’Aurelio, contenente un esplicito riferimento alle Scritture «degne di fede». Seguono la statuetta del “Buon Pastore” con un agnello sulle spalle, immagine originariamente pagana che esprimeva una pluralità di messaggi positivi, ed accolta poi dai cristiani come icona della Rivelazione, e testimonianze epigrafiche e funerarie.

Sui sarcofagi, tra i quali ricordiamo i più importanti del museo, ovvero il sarcofago “dei due Testamenti” o “Dogmatico” (visibile nell’immagine concessaci dai Musei Vaticani), che risale alla prima metà del IV secolo, e quello “dei due fratelli”, evidenti sono le scene tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento: il sacrificio di Isacco, Daniele fra i leoni, il miracolo di Cana, la moltiplicazione dei pani, la guarigione del cieco e del paralitico, e altri. L’affollamento tra le scene, riscontrabile sia nel fregio continuo che in quello a doppio registro, cioè con due fregi continui e sovrapposti, probabilmente risponde ad una logica di consequenzialità o rimandi tra i due Testamenti ancora da verificare.

A un’accurata scelta delle opere esposte corrisponde una loro distribuzione nello spazio fisico altrettanto rigorosa e “fruibile”: il visitatore è guidato da 23 pannelli esplicativi bilingui (italiano/inglese) e riceve una copia del volume, che reca lo stesso titolo della mostra, contenente i due testi completi del Vangelo di Marco e del Libro di Giona nella traduzione interconfessionale in lingua corrente e le immagini delle opere più significative del Museo Pio Cristiano.

Museo Pio Cristiano/ Musei Vaticani
Biglietto d’ingresso (comprensivo della visita ai Musei Vaticani): intero 12 euro; ridotto 8 euro. Orario: dal 2/11/05 al 23/12/05 dal lunedì al venerdì 8,45-12,20 (uscita 13,45); dal 27/12/05 al 5/1/06 dal lunedì al venerdì 8,45-15,20 (uscita 16,45); il sabato e l’ultima domenica del mese 8,45-12,20 (uscita 13,45). Fino al 7 gennaio 2006.

12 dicembre 2005

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