L’architettura della danza
Al braccio di Carlo Magno, in mostra fino al 20 febbraio, il dinamismo delle forme e l’elegante audacia delle tecnologie dell’architetto e ingegnere contemporaneo spagnolo Santiago Calatrava di Francesca Romana Cicero
Al braccio di Carlo Magno, in uno spazio minimalista, in mostra il dinamismo delle forme e l’elegante audacia delle tecnologie dell’architetto e ingegnere spagnolo contemporaneo Santiago Calatrava. «Le metamorfosi dello spazio» è una raccolta antologica di 140 opere, differenti per materiali e tecniche di realizzazione, selezionate con l’obiettivo di proporre non solo la sua nota attività di architetto, ma anche quella, per così dire più privata, di pittore e scultore. La contaminazione e reciproco completamento delle opere evidenziano il principio ispiratore ad esse sotteso: l’osservazione poetica della figura umana e della natura.
Natura in continuo movimento, mai immobile, che pare suggerire quelle linee tese, fluttuanti d’energia, che tracciano nel mondo grandiosi ponti (prediletti per il loro valore simbolico oltre che estetico e paesaggistico), templi, cattedrali, torri, centri congressuali etc., che incuriosiscono e affascinano per la contrapposizione delle forze, per la tensione, accidentale e studiata, tra movimento e staticità, e soprattutto per quei singolari e straordinari equilibri improbabili. Dinamismo che si manifesta, in forme diverse, anche negli acquerelli, nell’intreccio dei rami secchi degli alberi di un bosco senza luce, nel groviglio delle corna dei tori o nelle sagome umane accovacciate, in cui prevale il bianco, che compongono spazi, fisici, psicologici e spirituali.
L’architettura della danza, poi, è per Calatrava un’ulteriore sfida a creare luoghi destinati a durare nel solo, fugace, momento dell’evento. L’effimero, dunque, è accostato alle sue chiese, realizzate sì nello spazio e nel tempo della storia e della quotidianità ma, secondo una dimensione teologica, proiettate verso l’oltre, verso l’ infinito.
Tra i vari modelli presenti in mostra, il più toccante per la tragicità degli eventi evocati, il più apprezzato emotivamente, è senza dubbio quello relativo alla Chiesa greco -ortodossa di St. Nicholas a New York, progettata per l’area di Ground Zero in sostituzione della chiesa ottocentesca, con stessa dedicazione, distrutta l’11 settembre del 2001. Come tutte le opere di Calatrava, tale progetto deve interagire e integrarsi con la natura: la chiesa, a croce greca, lascerà filtrare la luce verso l’interno durante il giorno e verso l’esterno al calar del sole. Unico edificio sacro nell’area che prima ospitava le Torri Gemelle, si ergerà tra spazi vuoti e pieni, memorie e rispettose presenze. Spazio sacro al quale fanno da corona in mostra le mirabili torsioni delle vele per il progetto del Palasport di Roma e l’università di Tor Vergata.
Infine, visibili attraverso una vetrata (per motivi di sicurezza non è possibile accedere all’atrio della Basilica), le Cyclades, sculture in marmo di Carrara disposte sotto il monumento equestre che ritrae Carlo Magno.L’esposizione è promossa dai Musei Vaticani e dal Pontificio Consiglio della Cultura.
SANTIAGO CALATRAVA/Le metamorfosi dello spazio c/o Città del Vaticano, Braccio di Carlo Magno (Colonnato di Piazza San Pietro). Fino al 20 febbraio 2014. Curatore: Micol Forti. Catalogo Edizioni Musei Vaticani € 50,00. Orari: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 18.00, mercoledì dalle 14.00 alle 18.00. Ingresso libero. Informazioni: Tel. +39.06.68193064
13 gennaio 2014