Le croci di Roma, potenza dell’amore che salva
La forza del sacrificio di Cristo sempre visibile nei panorami della città
Ogni obelisco di Roma è sormontato da una croce. Negli anni della gloriosa ristrutturazione di Roma, nel periodo rinascimentale e barocco, quei monumenti pagani venivano così a prendere posto tra le meraviglie della Città Santa, quasi battezzati da quel gesto simbolico. Tutta la città venne così rivisitata e reinterpretata alla luce del Vangelo e del mistero salvifico della croce. I templi pagani del Foro divennero basiliche e chiese, i luoghi di martirio dei santuari della fede. Così fu innalzata la grande croce all’interno del Colosseo, monumento di pietà per tutti i cristiani martirizzati ed insieme esortazione a guardare al Crocifisso per coloro che nella sofferenza cercano consolazione. La potenza del sacrificio di Cristo è sempre visibile nei panorami della città, dal Gianicolo come da Monte Mario, dal Pincio come dal Raccordo anulare. Ogni volta che dalle cupole e dai campanili una croce ci guarda con il suo messaggio d’amore e ci invita a ricordare Colui che per amore ha offerto la sua vita per la salvezza di ogni uomo.
10 aprile 2006